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I lavoratori scioperano per 8 ore. Ecco da dove partirà il corteo

19 / 05 / 2015

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Redazione

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“Venerdì i lavoratori ed i disoccupati di Caserta a gran voce urleranno il loro diritto ad un lavoro che possa rappresentare la dignità della persona. A gran voce si chiederà alle istituzioni locali e nazionali di riportare produzione e lavoro in quella che una volta veniva chiamata Terra di lavoro. Alla vigilia delle elezioni regionali si chiede, dunque - a chi vorrà governare questa regione - un impegno serio e fattivo per la nostra provincia”. Queste parole, pronunciate dalla segretaria confederale della CGIL Camilla Bernabei, nel corso della conferenza stampa tenuta nel salone delle conferenze della CGIL, in via Verdi, congiuntamente con i segretari generali della CISL e della UIL, sintetizzano perfettamente il senso dello sciopero generale, dei lavoratori dell’Industria, proclamato per venerdì 22 maggio.  A presentare le ragioni della protesta, che durerà otto ore, oltre alla Segretaria generale della CGIL, Camilla Bernabei, c’erano Giovanni Letizia per la CISL e Antonio Farinari della UIL. I lavoratori della provincia, quindi, incroceranno le braccia, venerdì, per chiedere una giusta e legittima attenzione, da parte delle istituzioni, alla profonda crisi che si è abbattuta con effetti particolarmente violenti sui settori industriali. In uno scenario di assenza di politica industriale da parte del governo e di latitanza della Regione Campania rispetto al territorio casertano, interi settori produttivi, dall’elettronica agli elettrodomestici, dalle telecomunicazioni al materiale ferroviario, dalla chimica, al tessile, all’edilizia, rischiano, infatti, di essere definitivamente spazzati via. In particolare torna alla mente la difficile vicenda WHIRPOOL. Il noto marchio, infatti, dopo aver acquisito il marchio INDESIT ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Carinaro. Ad ogni modo questo è solo l’episodio più grave di un processo di abbandono da parte dei grandi gruppi nazionali e multinazionali del nostro territorio. In analoghe condizioni di incertezza si trova la JABIL di Marcianise, che dopo aver acquisito ERICCSON denuncia centinaia di esuberi. Non si trovano ancora soluzioni per il FIREMA, le industrie del settore chimico e quella tessile sono ormai da anni in regime di ammortizzatori sociali. Basti pensare all’ACROPLASTICA, indotto elettrodomestico, NUROLL, PRYSMIAN CAVI SISTEMI.  L’edilizia ha perso negli ultimi anni oltre 7000 posti di lavoro, a partire dalla crisi del costruendo POLICLINICO e dell’INTERPORTO.  Nel settore dell’agroindustria si registrano pesanti difficoltà nelle piccole e medie aziende a partire dalla CODAP. Occorre dunque evitare che Caserta diventi un deserto industriale ed occupazionale, e portare avanti una lotta che sensibilizzi il Governo e la Regione, affinché il sistema produttivo si trasformi, con grande attenzione all’innovazione, all’apertura dei nuovi mercati, a partire dalla difesa dell’apparato industriale e produttivo esistente; affinché si promuova lo sviluppo attraverso contratti di investimento e interventi per innovazione tecnologica di processo/prodotto nell’ambito delle misure previste dal Fondo Azione Coesione; affinché vengano riqualificate le aree industriali; affinché le imprese vengano sostenute nell’internazionalizzazione e nell’innovazione. Su queste proposte concrete e qualificanti, CGIL – CISL – UIL di Caserta, hanno annunciato che il corteo partirà venerdì alle ore 9 dal piazzale antistante la Stazione ferroviaria e si concluderà in piazza Vanvitelli, dove prenderanno la parola Camilla Bernabei per la CGIL, Anna Rea, Segretaria Generale UIL Campania, Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM-CISL Nazionale. 

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