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Il boss pentito Iovine inguaia l`ex presidente Asi Natalizio: `Era il nostro referente politico per la sinistra`

13 / 06 / 2014

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Redazione

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"La magistratura deve cambiare la mentalità delle nostre zone. Prima del primo interrogatorio del 13 maggio ho avuto colloqui con chi mi custodiva e mi ha dato la forza di fare questa svolta. Le ricchezze che ho accumulato le ho già fatto presenti a chi mi ha ascoltato". Così Antonio Iovine al processo in corso a Santa Maria Capua Vetere. Sui fatti avvenuti a Villa Literno, in particolare sugli appalti comunali finiti ad imprenditori vicini al clan, oggetto del processo di oggi, Iovine ha affermato poi di averne avuto cognizione non in prima persona. "Di Villa Literno ho saputo indirettamente perche' ero latitante e dovevo servirmi di persone che mi davano informazioni". Il pm della Dda, Antonello Ardituro, ha chiesto se ci fosse in relazione ad un appalto comunale "una richiesta del 10% del sindaco di allora Enrico Fabozzi", imputato nel processo. "Nicola Ferraro (ex consigliere regionale Udeur e imprenditore condannato per concorso esterno in camorra, ndr) - ha risposto Iovine - sicuramente si è incontrato col sindaco. L'ha detto mio cugino, Paolo Caterino". L'ex primula rossa, inoltre, ha parlato dei malintesi occorsi tra il suo clan, facente parte del gruppo Schiavone, e la fazione capeggiata da Bidognetti; parole da cui si evince la totale soggezione delle amministrazioni comunali casertane alla cosche "In qualche momento - ha affermato - ci furono malintesi tra noi e il clan Bidognetti: loro minacciarono i sindaci di Casapesenna, San Cipriano e Casal di Principe obbligandoli a dimettersi. Questo lo fece Luigi Guida. Noi ci siamo riuniti con Zagaria e con Giuseppe Caterino, eravamo in tre. Non mi ricordo se c'era Nicola Panaro. Ci siamo prima assicurati che andasse tutto bene senza che i sindaci corressero pericolo e poi ci siamo incontrati con Guida che disse che c'era stato un malinteso. Abbiamo deciso, con il dialogo, di mettere a posto questo fraintendimento". Iovine accusa anche il politico casertano Achille Natalizio, ex bassoliniano ed ex presidente dell'Asi (Area Sviluppo Industriale) di Caserta. "L'ho sentito dai miei cugini Renato e Paolo che (Natalizio, ndr), era un referente di Giovanni Malinconico (imprenditore ritenuto colluso imputato insieme all'ex sindaco Fabozzi, ndr). Natalizio - ha proseguito Iovine - era il referente politico sulla Regione Campania appartenente alle forze di sinistra. Se arrivavano i finanziamenti sul consorzio per Caserta, sapevamo che potevano contare sul legame tra Malinconico e Natalizio".
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