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Il figlio del boss ordina un omicidio a 13 anni: i killer sparano ed uccidono un 20enne per un incidente stradale

04 / 10 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Un omicidio ordinato dal figlio, allora 13enne, del capoclan dei Casalesi per motivi di viabilità. E’ l’incredibile ricostruzione che è uscita fuori dalle indagini portate avanti dai carabinieri di Caserta in merito all’omicidio di Antonio Petito, ucciso l’8 febbraio 2002 a Casal di Principe in un vero e proprio agguato di camorra. A dieci anni di distanza, dunque, si è riusciti a far luce sul delitto ed il quadro che ne esce è inquietante. Petito, secondo la ricostruzione che è stata effettuata dai carabinieri grazie alla collaborazione di nuovi pentiti del clan dei Casalesi, è stato ammazzato su ordine di Gianluca Bidognetti, figlio del capoclan Francesco, che all’epoca dei fatti aveva solo 13 anni. Petito (che nel 2002 aveva 20 anni) aveva quasi investito il figlio del boss e per questo motivo ne fu ordinato l’omicidio. Nonostante i tentativi di qualche affiliato di evitare un omicidio per un semplice litigio in strada, fu organizzato il commando del quale facevano parte Luigi Guida detto Gigino o drink,  Luigi Grassia e Giovanni Letizia (raggiunto oggi da un’ordine di arresto insieme a Nicola Verolla e Gaetano Pagano, che avevano dato supporto logistico ai killer). I tre arrivarono in auto davanti all’abitazione della vittima, Guida scese dalla vettura ed esplose 12 colpi di pistola, uccidendo il 20enne Petito. Decisiva ai fini dell’indagine è stata la collaborazione dello stesso Luigi Guida e di Anna Carrino, madre di Gianluca Bidognetti.
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