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Il figlio di Sandokan dava gli ordini per il pizzo nei bar della Movida. Tradito dai suoi esattori che fanno scattare il blitz

22 / 01 / 2013

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Redazione

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E' Eduardo Di Martino, uno dei suoi esecutori nella riscossione del 'pizzo', a fornire elementi di prova agli investigatori sul ruolo di reggente del clan di Carmine Schiavone, figlio del boss Francesco, dopo l'arresto di tre dei suoi fratelli e, soprattutto, sul fatto che e' il mandante della tentata estorsione da 8mila euro come tangente sulla realizzazione di alcuni fabbricati. Una richiesta avanzata all'imprenditore che poi collabora con gli inquirenti prima da Di Martino e da Carmine Iainuese, poi sempre su mandato di Carmine Schiavone da Francesco Caterino. Un'unica tranche, dicono le fonti, da versare sotto Natale, per "fare un regalo agli amici di Casale". La ricostruzione della vicenda delle tangenti chieste a un imprenditore edile per un lavoro a San Cipriano di Aversa nel decreto di fermo di pm emesso dalla Dda di Napoli e siglato dall'aggiunto Federico Cafiero de Raho. Il 7 gennaio scorso Di Martino ai pm, tra 28 fotografie, indica quella del figlio di Sandokan, fisicamente tra l'altro molto somigliante al padre al momento dell'arresto a luglio 1989, e dice: "Riconosco la persona raffigurata nella foto, e' Carmine Schiavone detto Carminotto, e' l'attuale capo del clan dei Casalesi fazione Schiavone. Carmine si occupa di attivita' estorsive ed e' il punto di riferimento degli imprenditori che vogliono pagare". La vittima della richiesta estorsiva il 2 gennaio si era presentata alla stazione dei carabinieri e aveva denunciato un'atto intimidatorio.  "Sono l'amministratore della... E rappresento la societa' costituita con il fine unico di realizzare 4 unita' immobiliari su un terreno sito a San Cipriano d'Aversa - fa mettere a verbale - all'ingresso del cantiere sono stati rinvenuti fori d'arma da fuoco. Non sono stato avvicinato da alcuno ne' ho ricevuto minacce". Ma Di Martino, sempre cinque giorni piu' tardi, racconta: "Eravamo chiusi nei bagni del bar Hollywood una sera di novembre 2012 io Carmine Schiavone e Carmine Iaiunese, ricevemmo da Carmine Schiavone un pizzino. Carmine ci diceva di partire da una cifra di 12mila e arrivare a 8mila. Siamo partiti immediatamente". Nel racconto l'imprenditore tratta, dice che e' in societa' con un altro e che risponde di 4 unita' e non di 8, pero' 2 sono per i figli, quindi e' disposto al 'regalo' solo sugli altri 2. "Andammo subito al bar per riferire tutto a Carmine Schiavone, che era il mandante dell'estorsione, e sentendo quanto mi era stato detto si arrabbio'".
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