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Il questore Longo lascia Caserta ma avverte: «La camorra non è ancora debellata»

04 / 06 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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«Lascio Caserta sapendo di aver portato a termine con i miei uomini decisive operazioni contro la camorra e di aver portato dalla parte della Stato una buona fetta dell'opinione pubblica. Essere riconosciuto per strada dagli studenti è un'altra delle soddisfazioni personali ottenute durante la mia permanenza in questa provincia». Così il questore di Caserta Guido Longo ha preso commiato dalla stampa, ringraziata «per l'appoggio costante fornito in questi anni alla Polizia», nel corso dell'incontro tenutosi in mattinata al palazzo della Questura. All'inizio della prossima settimana arriverà il successore Giuseppe Gualtieri, Longo invece andrà a dirigere la questura di Reggio Calabria, un «ritorno», visto che, ricorda, «lì ho passato i miei anni migliori, dai 25 ai 35 anni, come funzionario della Squadra Mobile in piena guerra di 'ndrangheta. Troverò collaboratori diversi, spero siano così preziosi come quelli trovati a Caserta». Longo, protagonista dall'aprile del 2009 ad oggi delle più importanti operazione antimafia, tra cui la doppia cattura dei super-latitanti dei Casalesi Antonio Iovine e Michele Zagaria, sottolinea il concetto di «squadra». «Senza un team affiatato di collaboratori, dai funzionari ai semplici agenti, non sarei riuscito ad assicurare alla giustizia certi personaggi, insieme abbiamo lavorato giorno e notte con grande passione senza dimenticare l'appoggio incondizionato del capo della Polizia Antonio Manganelli che a Caserta ha inviato uomini e mezzi; anche la sinergia con i carabinieri e la guardia di finanza ha dato frutti importanti, così come la presenza dell'Esercito sul territorio»; «ma la camorra - ammonisce - non è affatto sconfitta. Il pizzo si continua a pagare, sebbene qualche imprenditore, specie nell'Agro-aversano, abbia iniziato a collaborare. I tanti scioglimenti di consigli comunali dimostrano inoltre che qualcosa non va a livello politico; ultimamente c'è una grande sfiducia nella classe politica, in provincia di Caserta come nel resto dell'Italia, ma l'antipolitica che si respira di recente è altrettanto pericolosa. I cittadini e gli operatori economici comunque - prosegue Longo - non devono attendere che la politica si muova, devono essere loro per primi a dire di no alla camorra, alle richieste di danaro, devono pretendere con veemenza il rispetto di diritti riconosciuti anche dalla Costituzione; il fenomeno camorra finirà se la società civile dirà basta». Tra i momenti più difficili quello vissuto lo scorso anno con l'arrivo di migliaia di immigrati durante la crisi libica. «È stato un periodo veramente duro - ammette Longo - anche perchè vedere tante persone ridotte in condizioni così disperate è stato qualcosa che mi ha colpito tantissimo. Decisiva è stata la collaborazione in quel frangente delle autorità ecclesiastiche, in particolare del vescovo di Capua Monsignor Schettino, che ringrazio sinceramente. Credo che la dignità umana sia la cosa più importante». Le ultime parole, dopo i ringraziamenti ai magistrati della DDA di Napoli e della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sono ancora per i giovani. «Nelle scuole i ragazzi mi sono sempre stati vicini, vedendo in me un interlocutore che rappresentava lo Stato; loro costituiscono il futuro di questo Paese su cui è necessario puntare».
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