Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

Il tribunale si è pronunciato sull' impero Cosentino. Ecco cosa ha deciso

25 / 10 / 2017

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


La Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato da Mario Cosentino fratello dell'ex sottosegretario del leader di Forza Italia in Campania Nicola Cosentino e di Giovanni Cosentino, principale riferimento delle aziende di famiglia.
L'iniziativa ha riguardato il maxi sequestro di larga parte di patrimonio familiare a partire dai 142 distributori di carburante. La Cassazione ha respinto l'istanza di sequestro, ribadendo quanto aveva deciso il Tribuanle di Santa Maria Capua Vetere lo scorso 2 febbraio.
Il sequestro, di tipo preventivo, quindi attinente alla fase cautelare, riguardava il capitale sociale delle varie aziende controllanti ma soprattutto quello dell'Aversana Petroli s.r.l. e dell'IP Service s.r.l..

La Cassazione ha respinto il ricorso adducendo diverse motivazioni, dopo l’udienza del 29 settembre. “La Corte – si legge nel dispositivo – ha rilevato come fosse stato invece chiarito che i fratelli Cosentino non imputati (e dunque anche Mario) avevano rimesso la disponibilità delle due società ai fratelli indagati che le avevano piegate alla realizzazione di accordi criminosi. Il che consentiva di ritenere che la sottoposizione a misura cautelare personale dei fratelli indagati, “non escludeva la pericolosità delle strutture societarie di cui i detenuti avrebbero potuto continuare a disporre tramite i familiari e/o attraverso il conferimento di procure speciali a persone di fiducia”.“Le condotte illecite in contestazione non possono ritenersi occasionalmente legate ai beni oggetto del vincolo posto che, da un lato, le stesse hanno conosciuto un dispiegarsi temporale di consistente durata e la concretezza ed attualità della probabilità di un danno futuro possono evincersi: dalla estrema gravità dei delitti commessi, dalle loro modalità di consumazione, rese ancor più incisive dalla forza d’intimidazione e condizionamento promanante dal sodalizio di stampo camorristico denominato clan dei casalesi con cui Cosentino Nicola e i suoi fratelli mantenevano contatti, dalla illecita strumentalizzazione della carica pubblica rivestita per fini di condizionamento di soggetti privati e di amministrazioni pubbliche locali in vista del conseguimento di utilità personale, dall’intensità del dolo sotteso ai comportamenti illeciti, dall’articolazione del raffinato disegno criminoso, volto, da un lato, ad acquisire una posizione dominante o, comunque, quote di mercato aggiuntive nel settore della costruzione e gestione degli impianti di stoccaggio e distribuzione di carburanti in provincia di Caserta c. dall’altro, a qui riaffermare la complessiva supremazia della famiglia Cosentino, già proprietaria di cento trentuno impianti tra depositi e distributori di idrocarburi, oltre che del sodalizio camorristico clan dei casalesi …. nonché dal …perdurante e complesso rapporto biunivoco intrattenuto da Cosentino Nicola con il territorio casertano, ove l’indagato continua a manifestare il suo interessamento e coinvolgimento nel settore degli idrocarburi e a mantenere rapporti con ambienti riconducibili alla criminalità organizzata non senza osservare come …in territorio casertano operano tuttora soggetti, anche rivestiti di responsabilità istituzionali, che si dichiarano a sua disposizione in virtù di pregressi debiti di riconoscenza per gli appoggi ricevuti…” conclude la sentenza della seconda sezione penale della Cassazione, presidente Franco Fiandanese.

cosentino nicola carburanti distibutori gallo
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.

     
http://api.viralize.tv/vast/?zid=AABDjcQFjsvezgFO&u=noicaserta.it