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Incendio nell'area Pozzi, la Procura chiede aiuto ai cittadini per contrastare i roghi dolosi

27 / 06 / 2017

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Redazione

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La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere chiede la collaborazione di associazioni e cittadini per evitare che si aggravi ancor di più la situazione relativa all’ex Pozzi Ginori di Calvi Risorta, sottoposta a sequestro giudiziario in quanto interessata da pregresse attività di smaltimento illecito di rifiuti speciali, pericolosi e non.

La Procura ha assunto immediate iniziative al fine di creare le opportune sinergie con la Regione Campania, onde pervenire all'accelerazione dei tempi per la realizzazione dell'attività di bonifica, attività comunque complessa che richiede tempo sia a causa della necessità di effettuazione di accertamenti tecnici che in ragione di una serie di adempimenti di natura amministrativa. 

Nel corso degli incontri svoltisi in Procura con i rappresentanti dell'Ente regione, si è constatato che questi ultimi hanno assunto l'impegno di provvedere quanto prima per lo meno alle attività di natura più urgente e alla rimozione di rifiuti combusti e/o di sterpaglie che possono provocare la propagazione di incendio. 

La combustione determinata da eventi incontrollati o, peggio, da comportamenti dolosi cagiona un grave pregiudizio che si sostanzia, tra l'altro, nella dispersione nell'atmosfera di sostanze nocive. Le associazioni di categoria, con cui la Procura sta per stilare un protocollo d'intesa teso a valorizzare la loro attività e, quindi, a dare massimo rilievo alle segnalazioni che eventualmente da loro pervengano, sono sollecitate a porre la massima attenzione sul territorio (aggiuntiva rispetto alla lodevole attività già quotidianamente svolta dalle Forze dell'Ordine) al fine di segnalare possibili appiccameli di incendio che determinano, come si è detto, ulteriore danno, con l'effetto di rendere ancora più complessa la risoluzione dell'intera problematica.

Un appello, dunque, per evitare fatti come quelli del 15 giugno scorso, quando un nuovo incendio si è sprigionato all’interno dell’area interessando la vegetazione spontanea (prevalentemente sterpaglia) nonché diverse tipologie di rifiuti, tra cui manufatti in cemento amianto, pneumatici, rifiuti inerti, rottami ferrosi, terre e rocce da scavo e rifiuti combusti. Sono state effettuate da parte dell'ARPAC - Dipartimento di Caserta - diverse campionature, per la ricerca di eventuali tracce di diossine, furani, PCB e IPA, che sono state inviate presso i laboratori specializzati in materia di siti contaminati.

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