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Incendio del deposito, si batte la pista dell’abusivismo su più fronti

09 / 08 / 2017

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Redazione

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Un effetto domino con ripercussioni illecite di vario tipo, che arriverebbero ad una radice di abusivismo consolidato. È quanto emerso dagli ultimi accertamenti in relazione al disastro ambientale del deposito incendiato venerdì scorso, nella periferia di Marcianise. Una vicenda che continua ad alzare il velo su una serie di illeciti che, alla luce delle ultime rivelazioni, sembra siano rimasti fino ad oggi mascherati da un connubio di abusivismo e dubbie intestazioni.

Secondo quanto rilevato da ulteriori sopralluoghi, infatti, una parte dell’area dove era ubicato il deposito pare sia di proprietà dell’Asi (Area Sviluppo Industriale), che starebbe conducendo un accertamento volto a stabilire eventuali invasioni arbitrarie di terreno. Una situazione che si affianca al rifiuto manifestato dai residenti del luogo verso l’ordinanza di sgombero dell’area, emessa dal sindaco subito dopo il disastro.

Come già sottolineato più volte da Velardi, poi, le irregolarità riguarderebbero anche l’inadempienza delle misure di sicurezza nelle attività di rimessaggio, cosa che andrebbe a prefigurare una pluralità di reati ambientali. Ombre che non svaniscono nemmeno sulle intestazioni relative alla società che operava nel luogo, la quale, come emerso dagli accertamenti, risulta intestata a un individuo di nazionalità albanese, tutt’oggi irreperibile.  La società, denominata “Eurologistic”, ha per oggetto – come si legge nell’atto costitutivo – la distribuzione e la logistica in genere e della linea del freddo; distribuzione di prodotti alimentari e di prodotti elettronici; stoccaggio e deposito di prodotti di ogni tipo; trasporto su gomma, per conto proprio o di terzi; noleggio e manutenzione di veicoli di qualsiasi tipo; costruzione, noleggio e smaltimento di pallettes e di pedane di ogni tipo; costruzione, noleggio e vendita di containers.

Una vicenda che sembra mettere in campo, dunque, violazioni non soltanto a danno dell’ambiente. Mentre gli atti sono già stati trasmessi alla Procura della Repubblica, sono attesi altri provvedimenti dell’amministrazione che, con ogni probabilità, non tarderanno ad arrivare. 

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