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Incendio al negozio della consigliera comunale, tre condanne in Cassazione

31 / 03 / 2016

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Redazione

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I giudici della Corte di Cassazione, II Sezione, si sono pronunciati nei confronti di Vincenzo Cafarelli, Francesco Cirillo, Vittorio Lai, accusati di tentata estorsione aggravata dalla finalità mafiosa e nei confronti di Luca Aprea, accusato di incendio doloso. Cafarelli, Cirillo e Lai sono stati condannati a 3 anni e 2 mesi di reclusione. Le indagini sono state avviate in seguito all’incendio del negozio ‘Miseria e nobiltà’ in via Matilde Serao a Maddaloni. Il rogo, secondo quanto ricostruito dalla Dda, sarebbe stato solo l’episodio ultimo di una serie di atti intimidatori nei confronti dei titolari dell’esercizio commerciale, parenti dello stesso Cafarelli. Vincenzo Cafarelli avrebbe voluto rovinare gli affari della sorella consigliera comunale Teresa, attraverso la costituzione di una ditta concorrente, tramite terzi, e imponendole di pagare il cosiddetto ‘pizzo’ attraverso gli altri arrestati e per conto del clan Belforte. Cirillo, Lai e Cafarelli, nel novembre del 2011 tentarono, inoltre, un’estorsione da 3mila euro ai danni di un imprenditore di Marcianise. La vittima si rifiutò di consegnare la cifra richiesta e dunque l’estorsione non andò a buon fine. Luca Aprea, originario di Quarto, ma domiciliato a Maddaloni, è stato invece condannato a 4 anni, 9 mesi e 24 giorni, per l’incendio del negozio ‘Tutto a 50 centesimi’ di via Cucciarella a Maddaloni.

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