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INCHIESTA ASL Ecco il regno di Grillo: laurea honoris causa, coppe e quadri. GUARDA FOTO E VIDEO

17 / 12 / 2013

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Giuseppe Perrotta

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Era la Cesap il quartier generale di Angelo Grillo, l'imprenditore di Marcianise ormai diventato il punto focale dell'inchiesta sugli appalti truccati all'Asl di Caserta. Lui, già finito in manetta il 7 novembre scorso insieme a due pezzi grossi della sanità casertana, come Francesco Bottino e Giuseppe Gasparin, questa mattina è stato raggiunto da un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere insieme ad altre 9 persone (leggi qui). Ma non solo. Perché stavolta la Dda è andata a mettere le mani anche nelle sue tasche, sequestrando beni per un valore di 30 milioni di euro. Conti correnti e società, tra le quali spicca la Cesap, quella più forte e, sicuramente, quella più 'chiacchierata'. Nel quartiere generale a Casagiove, proprio di fronte al mercatino delle pulci, c'era il centro di partenza di tutti i suoi affari. La sua seconda casa, praticamente. E lo stile degli interni racconta molto del personaggio Grillo. All'ingresso, subito dopo il front office, c'è una pagina del 'Vernacoliere' che richiama Silvio Berlusconi, un punto di riferimento per Grillo che, in tutti i modi, aveva tentato di avvicinare il Cavaliere. Salendo le scale si notano quadri di Tullio Grassi ed una ristampa della Gioconda. Nel suo ufficio, appese alle pareti, ci sono gli attestati dell'Ordine di Malta ed una laurea honoris causa di una Università di Lugano, affianco ad un suo ritratto su tela. Ed ancora ricordi dei viaggi in Africa ed in Egitto. La sala riunioni è la rappresentazione massima del 'Grillo style'. Un tavolo riunioni con 20 posti a sedere in legno, adornato con richiami dorati. A terra le coppe vinte da squadre sponsorizzate dalle sue società nei vari tornei di calcio della provincia, una targa ricordo dell'amministrazione comunale di Caserta ed una lastra di marmo con una lunga frase ed un chiaro messaggio finale 'Impossibile in nothing'. Ed infine, immancabile, il mappamondo, per ricordare il suo amore per i viaggi. Lui che come Flavio Briatore voleva investire in Africa, ha sempre lavorato per 'esportare' il suo 'know how' fuori dai confini italiani. Ed aveva già iniziato a lavorarci, come ha dimostrato l'inchiesta odierna che ha portato al sequestro di società anche in Lussemburgo.
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