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SEQUESTRATO IL COLLETTORE ASI | Illeciti smaltimentI senza autorazzazione: indagata la presidente Pignetti

22 / 06 / 2019

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Redazione

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Sversamenti illegali, sequestrato il collettore Asi | TUTTI I DETTAGLI

Sequestrato il collettore del Consorzio ASI di Caserta, sito alla località "Pozzo Bianco" del comune di Marcianise. I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Marcianise hanno dato esecuzione al decreto preventivo d'urgenza adottato dalla Procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta che vede indagata la presidente del Consorzio Raffaela Pignetti e i due dirigenti Roberto Martino, ex vice sindaco di Santa Maria la Fossa, e Nicola Vitelli, di Casapulla.

Il collettore infatti riceve lo scarico di acque reflue industriali della IFIS S.p.A. e ‘Il Tarì’ e ha come ricettore finale il corpo idrico superficiale costituito dal canale Saglianico, a sua volta tributario del canale dei Regi Lagni, senza che ciò sia preceduto da alcun trattamento di depurazione, peraltro, senza autorizzazione.

Il sequestro d’urgenza è stato convalidato dal gip presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La Procura procede quindi nei confronti dei rappresentati legali del Consorzio ASI di Caserta, tra cui la presidente Raffaela Pignetti, nonché degli amministratori della ditta Il Tarì e della ditta IFIS, che hanno immesso le acque reflue degli scarti delle loro produzioni senza alcun trattamento. 

Le indagini hanno preso spunto dall’effettuazione di controlli sugli scarichi e le immissioni di acque reflue nei canali dei Regi Lagni presenti nel comune di Marcianise. Gli accertamenti hanno infatti permesso di individuare il collettore fognario del Consorzio Asi di Caserta attraverso il quale venivano illecitamente smaltiti, in assenza di autorizzazione e senza alcuni trattamento di depurazione, sia i rifiuti liquidi che le acque reflue industriali prodotte da IFIS e Il Tarì, integrando così il reato di scarico di acque reflue non autorizzato nonché di illecito smaltimento di liquidi. 

Gli indagati, cooperando tra di loro, per negligenza, imprudenza e imperizia, ed in violazione del principio di precauzione e prevenzione, provocavano con la condotta abusiva anche la compromissione ed un deterioramento significativo e misurabile delle acque nel canale Saglianico, attraverso il prelievo ed analisi di campioni eseguiti dall’Arpa Caserta che vedevano alterati i valori di Escherichia Coli, di azoto nitroso e di azoto ammoniacale, integrando anche il delitto per colpo di inquinamento ambientale.

Agli indagati è contestato anche l’illecito amministrativo per l’ingiusto profitto conseguito nel non chiedere la prevista autorizzazione integrata ambientale per lo scarico aperto abusivamente, non consentendo così i controlli, l’apposizione di precauzioni da parte degli Enti preposto al controllo ed un risparmio di spesa per IFIS e ed Il Tarì per lo smaltimento dei reflui industriali.

Scarichi abusivi: "Totale estraneità alle accuse della Procura"

elativamente alle indagini in corso da parte dell’autorità giudiziaria su presunte violazioni delle norme in materia ambientale, nel ribadire la più totale fiducia nell’operato della Magistratura, si dichiara la totale estraneità ai fatti contestati, come sarà ampiamente dimostrato nelle sedi competenti". Comincia così la nota del Consorzio Asi dopo la notizia del sequestro del collettore di "Pozzo Bianco" a Marcianise.

 

IL COMUNICATO DELL'ASI - Il Consorzio ASI, infatti, "non riveste alcun ruolo nei processi di rilascio di autorizzazioni ambientali, ed equiparabili, attribuite ad altre Amministrazioni statali, né ha competenza sulle attività di controllo in relazione ai detti titoli autorizzativi peraltro rilasciati alle aziende in epoca risalente (anno 2014 e antecedenti), periodo in cui, peraltro, l’attuale Presidente Raffaela Pignetti non era in carica. La stessa risulta iscritta nel registro degli indagati esclusivamente nella qualità di rappresentate legale dell’Ente. Si precisa inoltre che non si tratta di reflui industriali o legati ad attività produttive".

Poi prosegue: "Pur tuttavia l’Ente ritiene di dover invocare una necessaria e coordinata azione di promozione della cultura di sviluppo economico ed industriale nei territori insistenti negli agglomerati ASI preoccupandosi in maniera prioritaria della tutela dell’ambiente; ragione per la quale, oltre a ribadire la totale disponibilità del Consorzio a cooperare con gli organi inquirenti, l’Ente ha già provveduto, nei limiti delle proprie prerogative, a richiedere ai Comuni delle principali aree industriali, Regione Campania – proprietaria delle infrastrutture interessate -, Arpac, Provincia, Asl, Ente idrico campano e Consorzio generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, di procedere ad una puntuale verifica di tutti i titoli autorizzativi rilasciati agli opifici insistenti in territorio Asi.

A riprova delle azioni promosse e portate avanti dal Consorzio e dai suoi attuali amministratori, volte al rispetto e promozione di una cultura di legalità e trasparenza, oltre che, per quel che rileva nel caso di specie, alla promozione e tutela dell’ambiente ha peraltro già trovato riconoscimento anche da parte del Ministero dell’Interno che ha finanziato, nell’ambito del PON Legalità, il progetto presentato dal Consorzio ASI Caserta per la realizzazione del progetto "Sicurezza e Ambiente nella Terra dei Fuochi - Infrastrutture per videosorveglianza e monitoraggio ambientali Aree Asi Caserta".

Il Presidente Pignetti ed il Consorzio ASI sono assistiti dagli avvocati Lucio Crirì e Marcello Fattore.



 



 

consorzio asi RAFFAELA PIGNETTI
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