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LEGGI L' INFORMATIVA | Camorra, politica e munnezza: sono 37 gli indagati: tanti gli OMISSIS

17 / 12 / 2018

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Redazione

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E’ un’inchiesta che si presenta lunga e complessa quella che ha portato ieri i carabinieri del Noe ad effettuare una serie di perquisizioni, incentrate sul Comune di Caserta. In realtà Palazzo Castropignano è solo l’epicentro di quello che rischia essere di essere l’ennesimo terremoto giudiziario sul doppio fronte politica-rifiuti. L’inchiesta della Dda di Napoli, composta di due filoni, si muove su ipotesi di reato molto gravi come associazione per delinquere, associazione per delinquere di stampo mafioso, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, traffico illecito di rifiuti e corruzioe.

I POLITICI E MANAGER COINVOLTI - I decreti di perquisizione firmati dai pm Antimafia sono stati eseguiti nella giornata di ieri nei confronti, oltre che del sindaco di Caserta Carlo Marino e dell’ex dirigente Marcello Iovino, anche di Paolo Galluccio, Carlo Savoia, Gennaro Cardone, Ernesto Scamardella, Anna Scognamiglio e Pasquale Vitale. Di un secondo filone fa parte l’imprenditore di Casapesenna Raffaele Parente.

Il personaggio centrale dell’inchiesta, che ricordiamo è alle battute iniziale, è Carlo Savoia, 47 anni, fratello dell’ex sindaco di Sant’Arpino, amministratore della Xeco, società del settore rifiuti, e implicato in diverse gare d’appalto in vari Comuni. Secondo la Dda per influenzarle e per perorare la sua causa avrebbe speso anche nomi importanti, su tutti quello di Nicola Cosentino, non coinvolto nell’indagine.

LE GARE ATTENZIONATE - Sono nove in totale le gare finite nel mirino della Dda. Appalti che potrebbero essere stati affidati, anche a imprese in odore di camorra, attraverso un “condizionamento delle aggiudicazioni e delle scelte di pubblici amministratori e funzionari”. La gara per l’affidamento della raccolta rifiuti è partita solo qualche mese fa, in ritardo rispetto alla scadenza del precedente appalto, a causa di intoppi e pasticci burocratici, come l’iniziale “errata” adesione del Comune proprio all’Asmel; l’adesione era infatti avvenuta con deliberazione di Giunta, e non con quella del Consiglio Comunale. Il Comune di Caserta ha così concesso la proroga all’azienda che ha gestito la raccolta nel precedente quinquennio, l’Ecocar, peraltro colpita da interdettiva antimafia. L’attività di indagine, costituita da più filoni poi convergenti, è nata circa un anno fa e non risulta legata ai recenti gravi roghi che hanno interessato alcuni siti di stoccaggio.

Inoltre, lo stesso Carlo Savoia utilizzava, secondo la Dda, la “stessa condotta” anche per l’appalto delle casette dell’acqua a Caserta. (Poi aggiudicata alla Lab Green srl), alla gara per la raccolta dei rifiuti bandita dal Comune di Casandrino (ed aggiudicata alla Soc. Ecologia e servizi Italia srl), alla gara per la raccolta rifiuti a Cardito (aggiudicata ad Energetikambiente), alla gara bandita dal Comune di Sant’Arpino nonché a quelle per il servizio di fornitura e distribuzione di materiale per la raccolta differenziata e per il servizio di affidamento delle casette dell’acqua a Casalnuovo. Inoltre nel mirino della Dda è finito anche il bando per il recupero della frazione organica del Comune di Recale. Il totale complessivo degli appalti finiti nel mirino della Dda è di oltre 170 milioni di euro.

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