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TERREMOTO INTERPORTO | Permessi illegali: arrestati Barletta, Spasiano e Campolattano

06 / 09 / 2019

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Redazione

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Permessi ‘illegali’ all’Interporto, arrestati Barletta e Spasiano

Abuso d’ufficio, falso ideologico e violazione delle norme urbanistiche. Sono le accuse rivolte a vario titolo dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nei confronti  di Gennaro Spasiano, dirigente del Comune di Marcianise, Giuseppe Barletta, legale rappresentante della società ‘Agli antichi splendori’ e amministratore dell’omonimo gruppo industriale, Antonio Campolattano, amministrazione delegato dell’interporti Sud Europa, tutti finiti agli arresti domiciliari, con l’obbligo di dimora disposto invece nei confronti di Nicola Berti, amministratore della società ‘Residenza dei Borboni’.

L'indagine su Barletta

Ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare sono stati questa mattina all’alba i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Caserta in esecuzione dell’ordinanza messa dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

L’indagine della Procura fonda su un compendio indiziario a carico degli indagati in merito a reiterate condotte illegali sulle procedure di rilascio, da parte del dirigente comunale Spasiano, di alcuni permessi a costruire a favore delle società degli altri indagati, tutte facenti parte del gruppo imprenditoriale Barletta, già oggetto negli scorsi mesi di indagine della Procura per bancarotta fallimentare e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte con riguardo a 6 società del gruppo.

I permessi illegali

La prosecuzione di quella indagine ha permesso di raccogliere elementi probatori nei confronti di Spasiano: il dirigente avrebbe infatti illegittimamente rilasciato tra il mesi di aprile 2017 e il gennaio 2018 tre permessi a costruire a favore di società del gruppo Barletta in assenza della necessaria approvazione della variante urbanistica. L’illegittimità dei permessi muove dalla constatazione della Procura circa il fatto che il dirigente Spasiano ha fondato i permessi adottati su una delibera del Commissario Straordinario del Comune di Marcianise datata 3 giugno 2016 non potendo fare, posto che tale delibera era ed è in realtà privo di valore provvedimentale. L’altro profilo di illegittimità dei permessi a costruire attiene al fatto che il dirigente comunale li aveva adottati sulla base di una concezione stipulata il 29 giugno 2016 dallo stesso Spasiano con i rappresentanti delle società del gruppo interessate, illegittima appunto perché a sua volta non approvata dall’organo consiliare del Comune di Marcianise.

La speculazione edilizia

In pratica Spasiano, in accordo e in concorso con le parti private interessate, consapevole di operare in contrasto al piano urbanistico vigente e perfino in deroga al piano particolareggiato previsto in sede di originaria progettazione dell’Interporto di Marcianise (accordo divenuto inefficace per lo scadere, nel 2006, del termine decennale previsto per la sua realizzazione) rilasciava i tre permessi a costruire per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali da adibire non solo a depositi e logistica, ma anche a finalità meramente commerciali. Così facendo determinava un ingiusto profitto consistente per il gruppo imprenditoriale Barletta in una nuova speculazione edilizia all’interno dell’area interportuale, eludendo peraltro il coinvolgimento nelle necessarie procedure autorizzata tutti gli altri attori pubblici inizialmente coinvolti nella progettualità intermodale.

I sequestri

Dall’illegittimità dei permessi a costruire ne è scaturita anche l’esigenza di procedere al sequestro dei manufatti nel frattempo già realizzati. 

Si tratta in particolare di un edificio commerciale di circa 10mila mq realizzato in cemento armato su un’area pertinenziale di circa 30mila mq adiacente al parco commerciale Campania, già oggetto di cessione ad un operatore commerciale dell’hobbystica per la realizzazione di una struttura di vendita al dettaglio;

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Due capannoni prefabbricati facenti parte del Polo Logistico Ovest, di ampiezza rispettivamente di 30mila e 20mila mq, il primo già realizzato ed il secondo in fase di ultimazione;

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Un capannone prefabbricato facente parte del Polo Logistico Est di ampiezza di circa 50mila mq, ancora in fase di ultimazione strutturale.

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"Dirigente asservito agli imprenditori"

Il quadro indiziario raccolto tramite attività intercettive, consulenze tecniche e diverse testimonianze, ha permesso di emanare i provvedimenti cautelari con i quali si è neutralizzato un progetto speculativo posto in essere grazie all’asservimento di dirigenti pubblici agli interessi di un gruppo imprenditoriale privato, che ha così potuto aggirare i vincoli (anche urbanistici) gravanti sulle aree interessate e superare lo stallo esecutivo determinatosi a seguito delle scadere del crine originariamente previsto per la realizzazione del progetto infrastrutturale.



 

interporto arrestato maddaloni
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