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L`80% dei casertani vive con meno di mille euro al mese. L`allarme di Cgil, Cisl e Uil che invitano alla mobilitazione

05 / 10 / 2013

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Redazione

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Cgil, Cisl e Uil di Caserta, in linea con le direttive nazionali, impegnano le loro strutture ad attuare, da subito, assemblee in tutti i luoghi di lavoro, a indire  presidi in tutti i territori e a organizzare, nelle giornate di sabato e domenica prossimi, volantinaggi con  proposte comuni, nelle piazze e nei punti di maggiore incontro dei cittadini.  “La situazione economica e produttiva in provincia di Caserta – scrivono in una nota congiunta i sindacati - è ormai giunta al livello di guardia: aumenta la de-industrializzazione, si  incrementa il ricorso alla CIG in tutte le sue modalità – ordinaria, straordinaria, in deroga. La disoccupazione, specie quella giovanile e  femminile  ha raggiunto tassi  impressionanti, superando in alcune zone il 60%, quella generale è arrivata  a oltre 210.000 unità.  I cittadini, particolarmente i lavoratori e i pensionati, sono allo stremo, in virtù di un combinato disposto tra tassazione diretta  alla fonte e tassazione indiretta sui consumi, specie i carburanti, che ne hanno eroso fortemente il potere d’acquisto: particolarmente  grave la situazione  dei pensionati: l’80%, infatti, vive, in provincia di Caserta, con un reddito inferiore a 1.000 euro mensili”. Per questi motivi i sindacati Cgil,Cisl Uil di Caserta hanno espresso la loro preoccupazione per “una crisi istituzionale causata dall’irresponsabilità di chi  vorrebbe anteporre gli interessi personali alle condizioni del Paese”. I sindacati ribadiscono che occorre “una buona legge di stabilità che inverta le scelte recessive compiute in questi  anni poiché  non si può immaginare un’uscita dalla crisi senza puntare sul lavoro e sulla buona occupazione. Per questo serve un vero Governo del Paese, capace di compiere le scelte necessarie a rispondere alle richieste del mondo del lavoro. In particolare, è necessario che la legge di stabilità determini una riduzione del livello di tassazione, non solo in nome della giustizia fiscale, ma per la necessità di rilanciare investimenti, consumi e occupazione che non possono crescere se si  accentua l’impoverimento di lavoratori e pensionati. Più grave si presenta la situazione della provincia di Caserta, dove l’apparato produttivo resiste  ancora  a fatica ed ha, per questo, bisogno di un impegno nazionale per conservare in valore strategico per il territorio. È necessario, dunque, che si abbandoni la dannosa logica dei tagli lineari nella spesa pubblica, che tanti danni ha già provocato. L’assenza di queste scelte e una legge di stabilità ragionieristica determinerebbero un ulteriore peggioramento  delle  condizioni dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese e, soprattutto, una diminuzione dei livelli occupazionali, soprattutto in una provincia come Caserta, dove il tessuto sociale è fortemente compromesso e disgregato, con la presenza sempre più diffusa della malavita organizzata e del lavoro nero”.
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