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L`EDITORIALE Politici e camorristi, a Marcianise serve un processo vero per evitare solo processi mediatici

12 / 11 / 2013

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Giuseppe Perrotta

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Filippo Fecondo e Pierino Squeglia. Sono gli ultimi nomi dei politici marcianisani 'incontrati' scorrendo le pagine dell'ordinanza di custodia cautelare relativa all'inchiesta sugli appalti truccati dell'Asl di Caserta e, nella quale, sono inserite le dichiarazioni di ben sette collaboratori di giustizia che fanno riferimento, chi prima e chi dopo, chi più e chi meno, a questi personaggi politici, parlando delle relazioni imprenditoriali di Angelo Grillo, imprenditore e lui stesso politico di Marcianise. Ma Fecondo e Squeglia sono gli ultimi in ordine di tempo di una serie infinita di politici tirati in ballo, ora da un pentito, ora da un altro. Che ha lasciato, su amministratori e governanti, una 'macchia' da tempo. Basti pensare che l'amministrazione comunale di Filippo Fecondo fu addirittura sciolta per infiltrazione camorristiche, prima di essere riabilitata dai giudici amministrativi. Ma la macchia non è stata per nulla cancellata, perchè, anche in questa ordinanza, vengono riportate dichiarazioni di pentiti che fanno riferimento ad accordi presi con l'allora sindaco Fecondo in cambio di appoggio elettorale. Circostanze sempre smentite dall'esponente del Pd, ma che danno adito a polemiche. Basti pensare a quella che ha visto lo stesso Fecondo protagonista, proprio dalle pagine di Noi.Caserta.it, con l'avvocato penalista Mariano Omarto, che, riferendosi ad altre dichiarazioni del pentito Bruno Buttone (il quale aveva affermato che l'elezione a Marcianise veniva garantita dietro pagamento di 20mila euro, facendo riferimenti ad esponenti del centrosinistra dell'epoca), diede sostegno a chi, come l'allora prefetto di Caserta Stasi, decise di inviare la commissione d'accesso al Comune di Marcianise, la cui relazione porto' poi allo scioglimento del Comune. Da che parte sta la ragione? In chi, come Fecondo, si continua a professare innocente (e giuridicamente lo è a pieno) o in chi chiede che venga fatta maggiore chiarezza come, affermò cinque mesi fa, l'avvocato Omarto? Forse, oggi, un po' di chiarezza in più non guasterebbe, soprattutto dopo le nuove rivelazioni che tirano in ballo tanti altri esponenti politici. Perché, e lo diciamo proprio a favore dei politici e diretti interessati, non si può continuare a vivere col dubbio, con questa macchia che sembra realmente indelebile dalle carriere politiche di ognuno di loro. Serve un processo vero che metta la parola fine a tutti questi dubbi e sospetto e che cancelli definitivamente le macchie, in un senso e nell'altro. Anche perché, solo così, Marcianise può realmente voltare pagina e non vivere sempre nell'imbarazzo della scelte.
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