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L' EDITORIALE De Filippo e Razzano di nuovo in campo, ma nessuno li vuole. Intanto il Comune rischia un nuovo dissesto

31 / 07 / 2017

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Angelo Rispoli

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Il dado è tratto: la breve parentesi amministrativa a guida De Filippo si è conclusa con le dimissioni della maggioranza dei consiglieri che hanno respinto il doppio canale defilippiano e si sono dimessi in blocco dimostrando un poco di coerenza, rispetto alla salutepubblica / benedellacittà, che noi più prosaicamente abbiamo chiamato consiglio mercato anche se sarebbe stato molto più corretto chiamarlo mercato delle vacche.

Con una politica machiavellica, il sindaco De Filippo, mentre trattava il governo di salute pubblica (o larghe intese, che dir si voglia) muoveva passi per contestare in sede amministrativa l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione di co0ntro sinistra.

Una scelta legittima, per carità, che nessuno si sogna di contestare. Ma che non lascia intravedere molta coerenza con l’approccio buonista con il quale si metteva in primo piano il famoso – quanto inflazionato motto – “bene della città”.

Perseguire questo "doppio binario" è stata una forzatura che politicamente molti non hanno digerito: le convergenze parallele, tanto care al concetto di politica da prima repubblica, non hanno trovato spazio in un dialogo che è apparso di puro opportunismo. Pertanto legittima era la pretesa del sindaco De Filippo di dialogare, in attesa del verdetto del TAR. Ma altrettanto legittima e meritevole di rispetto è da ritenersi la scelta di chi ha preferito dimettersi, piuttosto che accettare questo gioco al massacro.

Anche perché, messe a nudo le scelte, si vede chiaramente chi ha dimostrato di non essere attaccato alla poltrona, diversamente da chi pur di rimanervi seduto era disposto a tutte le manovre possibili e immaginabili.

Di fronte a questo gesto di libertà e di disinteresse della carica si è generato un putiferio di offese e minacce che non ha precedenti, sintomo di un clima ormai avvelenato che non lascia alcun dubbio sull’inadeguatezza di questa classe politica.

E’ disdicevole, quanto sconcertante, lo spettacolo che i tifosi (e come definirli altrimenti) delle parti in causa hanno messo in campo. Offese e larvate minacce, in alcuni casi al limite delle liste di proscrizione, che hanno segnato una pagina buia e senza precedenti per questa città le cui tradizioni politiche sono ormai solo un ricordo.

Si è veramente toccato il fondo e nessuno dei protagonisti  è esente da responsabilità, visto che la piazza virtuale di facebook ha lasciato una traccia inequivocabile delle reciproche offese gratuite e del mancato rispetto tra i contendenti.

Nessuno di questi ha compreso che l’offesa gratuita e il mancato riconoscimento della dignità dell’avversario sarebbe equivalso ad un suicidio collettivo. Un suicidio di tutte le parti in campo che, a due giorni dalla chiusura della consiliatura più breve della storia di questa città, è chiaro a tutti tranne che ai diretti interessati i quali si affannano a riproporsi come mattatori unici della prossima campagna elettorale.

Da una parte Razzano che si è messo a disposizione del partito, lasciando intendere che la sua riproposizione come candidato a sindaco è quasi un atto dovuto. Ma il più sconcertante è De Filippo il quale si comporta come se il suo ritorno sulla poltrona di sindaco sia del tutto ineludibile. Il suo atteggiamento è ricorda quello di un impiegato modello costretto – suo malgrado –  a prendersi delle ferie arretrate e non vede l’ora di ritornare al suo posto.

Purtroppo per loro noi, modesti spettatori, non la vediamo allo stesso modo. Da cronisti siamo costretti a mettere in primo piano la realtà: nessuno dei due – né il sindaco De Filippo, né il Quasi sindaco Razzano consigliere – in questa breve  parentesi amministrativa si è dimostrato all’altezza del ruolo. Curare la comunicazione e farsi vedere su facebook mentre si potano le piante o mentre si reclama una guida tecnica di alta professionalità, non ha nessun riscontro utile per i destini amministrativi del Comune.

Mentre questi simpatici mattacchioni si trastullavano in queste facezie  al Comune sono emersi altri debiti fuori bilancio, per svariati milioni di euro, che mettono in discussione il riequilibrio che dovrà essere adottato entro il 20 agosto. Un riequilibrio che ha già il parere negativo dei revisori, di cui tutti gli amministratori eletti erano al corrente!!! Pertanto si profilano all’orizzonte altri sacrifici da lacrime e sangue per i martoriati cittadini, di cui nessuno di questi statisti di provincia si è voluto (o saputo?) fare carico.

Dove sono le soluzioni che questi potenziali ri-candidati hanno elaborato per dare risposta a questi gravi problemi? Noi non le abbiamo viste. Abbiamo visto solo dei personaggi da operetta adoperarsi per non  essere messi da parte in vista delle elezioni del prossimo anno che, stando così le cose,  si annunciano più infuocate delle recenti consultazioni.

Diciamo che la soluzione migliore, se proprio si ha a cuore il bene della città, potrebbe essere proprio quella di mettere da parte questi soggetti e puntare ad un rinnovamento che non sia fatto solo di chiacchiere e proclami da facebook. Ma a questo punto la parola spetta ai partiti: se non capiscono che il momento dei personalismi è finito nessuno potrà prevedere quali potranno essere le conseguenze degli scontri che - visti i toni - solo per caso sono rimasti nella piazza virtuale dei social.

E’ arrivato il momento di mettere da parte questi “predestinati” e tornare al dialogo (quello vero) per il bene di tutti, non solo della città.

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