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La Clp continua a gestire il trasporto pubblico a Caserta dopo l`interdittiva antimafia. Insorge la Cgil

09 / 10 / 2013

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Redazione

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La Cgil, coi suoi massimi esponenti a livello territoriale e regionale, lancia un grido d’allarme per i trasporti locali in provincia di Caserta. La questione, nella quale il sindacato è impegnato in prima linea, notifica una vera e propria retrocessione dei servizi sul territorio, che mette in discussione non solo i diritti dei cittadini ma anche quelli dei lavoratori del settore. Il problema dei trasporti, è stato, dunque, affrontato nella sua complessità, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina presso la Camera del Lavoro di via Verdi a Caserta. All’incontro hanno partecipato, oltre a Camilla Bernabei, Segretaria Provinciale della Cgil, il Segretario Provinciale Filt Cgil Natale Colombo, Franco Tavella, Segretario Regionale Cgil e Mario Salzano, Segretario Regionale Filt Cgil. Il fulcro del problema è stato esposto da Franco Tavella, il quale ha affermato: “Il problema dei trasporti in Campania, già di notevole entità, è degenerato particolarmente nel corso degli ultimi due anni e la responsabilità di tale regresso è da addebitare alle politiche regionali ed in particolare all’operato dell’Assessore regionale Vetrella, il quale dovrebbe fare un passo indietro su alcuni suoi errori, che sono inconfutabili. Se si pensa che il fallimento dei trasporti pubblici era un’idea fantascientifica fino a qualche anno fa, appare ancora più necessario porre la giusta attenzione sulla vicenda trasporti, poiché in caso contrario si rischia di “dare una mano” alla criminalità organizzata. Ciò che si chiede alle istituzioni è di non  limitarsi a prendere atto di una situazione precaria, ma di attivarsi su ogni fronte affinchè si rientri nella regolarità, senza tralasciare che la discussione si snoda su due livelli: quello a tutela dei lavoratori che operano nell’azienda e quello a tutela degli utenti”. I relatori, nell’avvicendarsi, hanno contestualizzato la questione delineandone ogni sfaccettatura. Il problema è nato da quando il servizio dei trasporti pubblici è stato affidato in via provvisoria, dopo tre mesi e mezzo di interruzione del servizio pubblico, ad una società privata, la CLP, dopo il fallimento dell’ACMS. Tale affidamento, che doveva persistere per un periodo transitorio, è tuttora vigente, con tutte le inefficienze del caso. Oggi, infatti, la CLP, con i suoi 380 lavoratori, contro i 450 dell’ex ACSM, ricopre un totale di 7.754.617,00 km, percorso che è chiaramente superiore alla forza lavoro di cui si dispone. Già questa condizione sollecita a rivendicare la necessità di un riassetto complessivo da parte dell’assessorato regionale ai trasporti, poiché Caserta è il fanalino di coda del sistema nazionale, nel settore dei trasporti su gomma. A tutto ciò si aggiunge la contraddizione Napoli Caserta, in merito all’interdittiva antimafia, il cui esito, non positivo a Napoli, per la CLP, non è stato confermato a Caserta.  Tale incoerenza apre a delle domande, sulle ragioni di tutto ciò, sulle motivazioni per cui Vetrella non ha chiesto i controlli antimafia e altro ancora... E così, questa mattina, dalle ricche relazioni, uno alla volta sono emersi i numerosi problemi creati da un servizio trasporti – quello casertano - che – privo di un’opera in rete - presenta delle falle tutt’altro che trascurabili,  primo fra tutti, i disagi degli studenti, soprattutto dell’alto casertano, che non potendo disporre di un puntuale servizio pubblico, si affidano a privati che si servono di mezzi non sempre a norma che non garantiscono la sicurezza, per continuare con l’abusivismo dilagante.
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