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La memoria del dopo 2000. Nasce il MAC

26 / 07 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Oggi  26 luglio 2012 alle ore 16.15 presso il Salone del Real Convitto Borbonico, in Piazza Municipio, l’Amministrazione Comunale presenterà alla stampa il “MAC Museo Antropologia Culturale” di San Nicola La Strada. >Saranno presenti il Sindaco, dott. Pasquale Delli Paoli, l’Assessore alla Cultura, dott. Bartolomeo Clemente, il Direttore del Museo, arch. Raffaele Fimmanò, Il dott. Massimo Sgroi, scrittore e critico d’arte contemporanea, dott. Augusto Ferraiuolo, professore di antropologia della Boston University. Con l’occasione verrà presentato il cortometraggio “I remember, realizzato dal regista Simone Di Carlo, con la sceneggiatura di Silvia Marzoli, le musiche originali di Fausto Mesolella e la voce narrante di Angelo Callipo. Sarannopresenti gli autori e gli artisti Nicola Pascarella, Mimmo Di Dio, Livio Marino, Gabriele Marino, Anna Pozzuoli, Gianni D’Onofrio, Sergio Gioielli,Agnieszka Kiersztan. Nella ricerca dell’arte e della cultura del terzo millennio si impone l’obbligatorietà di ricercare le radici storiche che contribuiscono alla formazione della nuova umanità. Nella grande complessità dell’esistenza contemporanea, laddove gli esseri umani vivono le nuove forme della percezione non soltanto legate al rapporto con il mondo fisico ma, anche, quelle della visione mediatica (le reti televisive e della comunicazione scritta) ed immateriali (le reti telematiche e le tecniche di realtà virtuale), si rende necessario fare chiarezza sul concetto di memoria negli uomini del dopo 2000. Il progetto prevede da un lato il riferimento a quello che è, e sarà, la memoria del futuro, dall’altro si basa su uno dei linguaggi che hanno caratterizzato e definito l’estetica moderna: l’Arte visuale Contemporanea. Il Cortometraggio: I remember La scelta di realizzare un cortometraggio per promuovere la nuova formula del museo risponde all’esigenza di usare un linguaggio popolare per comunicare questa trasformazione. Realizzato da Simone Di Carlo con la sceneggiatura di Silvia Marzoli, le musiche di Fausto Mesolella e la voce narrante di Angelo Callipo rappresenta il punto di vista di un contadino di fronte alla trasformazione dell’uomo e, nel contempo, la necessità di conservare la memoria di quello che siamo stati.
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