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La Nestl dice basta al lavoro minorile per la produzione del cacao

03 / 07 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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La Nestlé si impegna a sradicare il lavoro minorile nella produzione di cacao. La più grande multinazionale del cacao è spesso boicottata da chi l'accusa di comportamenti e pratiche scorrette che mettono in pericolo la salute dei consumatori; non ultimo di sfruttare i bambini nella produzione del cacao per i propri prodotti. La Fair Labor Association, un'organizzazione no-profit che si occupa di diritti del lavoro - con la collaboraizone della stessa Nestlé - ha condotto un'indagine sulla filiera di produzione del cacao in Costa d'avorio accertando una serie di gravi violazioni. "Abbiamo scoperto - spiega il presidente della Fla, Auret van Heerden - un gran numero di persone chiave, in tutta la filiera di appalti e subappalti, che non avevano la minima idea di quali fossero gli standard di sicurezza internazionali. L'Unicef stima che nelle piantagioni di cacao siano impiegati oltre 200mila bambini. Una piaga che la stessa Nestlé vuole eliminare. "Ne siamo consapevoli - ha spiegato il capo operazioni della Nestlé, Jose Lopez - lavoreremo in collaborazione con la World cocoa foundation per costruire scuole per creare iniziative internazionali legate al cacao, ad esempio fondando delle cooperative e mettendo a disposizione esperti e agronomi per il training delle persone, lavoreremo con il governo locale. Insomma faremo azioni concrete per porre fine a questo fenomeno". Resta tuttavia il dubbio che i conseguenti maggiori costi di produzione potrebbero finire per gravare proprio sui consumatori.
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