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LA CRISI A CASERTA Parla Del Gaudio dopo la seconda sfiducia: «Ecco cosa farò»

28 / 05 / 2015

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Pina Monteforte

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Sono state depositate questa mattina le dimissioni dei 18 consiglieri che hanno sfiduciato il sindaco Pio Del Gaudio. Dopo i tumulti della giornata di ieri, con la comunicazione via Pec della Prefettura di Caserta che annullava le precedenti dimissioni, Del Gaudio è stato sfiduciato per la seconda volta ma sente ancora di ricoprire il ruolo di amministratore della città. O almeno fino a comunicazione ufficiale dello scioglimento del consiglio comunale, convocato per la giornata di venerdì (prima convocazione) e sabato (seconda convocazione). «Le dimissioni delle dimissioni delle dimissioni» così definisce l’atto protocollato in mattinata dai 18 consiglieri.

Sfiduciato per la seconda volta, cosa pensa di fare ora?

«Si rispettano le norme per cui si attende l’esito della Prefettura, poi eventualmente in qualche modo valuteremo il da farsi a seconda del provvedimento che si prenderà. Per adesso io ho il dovere di andare avanti nella gestione ordinaria e non lasciare la città senza una guida. Nel momento in cui dovesse arrivare il commissario prefettizio io ovviamente sono a disposizione nel dare indicazioni per evitare che la città abbia danni. Oggi i tre prefetti che curano il dissesto finanziario ci hanno comunicato che l’attività sta andando avanti. Sarebbe stato utile chiudere prima il dissesto: entro l'estate i prefetti consegneranno la documentazione al Ministero».

Soddisfatto del suo lavoro?

«Sì, abbiamo ridotto il disavanzo del Comune e sicuramente abbiamo pagato debiti fatti da altri, molti dei quali fatti in amministrazioni a cui appartenevano alcuni dei consiglieri dimissionari. L’interrogativo che mi pongo è: questa politica che mi manda a casa è in grado di dire che bisogna fare sacrifici? Forse sarebbe stato meglio assuefarsi e dire fesserie, non pagare i debiti ma continuare a farli».

Cosa ha da dire sui 18 consiglieri che hanno deciso di dimettersi?

«Credo che queste persone, verso le quali non provo alcun rancore, non sanno quello che stanno facendo. In questo momento si sono affidati alla notorietà legata ai media ma forse sarebbe stato più opportuno essere riconosciuti per aver prodotto atti amministrativi concreti e non per aver mandato il sindaco a casa. Di queste 18 persone, tranne per qualcuno, non ci sono produzioni amministrative ma solo lettere ai giornali. La cosa che più mi ha stupito in questi anni è l’aver appreso loro comunicazioni ed interrogazioni sui giornali. Mi chiedo se il ruolo di amministratore sia compreso da tutti».

Del Rosso si unisce ai 17 dimissionari soltanto ieri, dopo la conferenza dei capigruppo, mentre lunedì era assente. Secondo lei perché?

«Avrà fatto le sue valutazioni. Ieri è stato detto che io l’avrei pressato per la surroga di Carlo Marino e Luigi Cobianchi ma non è così: ho semplicemente richiesto la modifica dell’ordine del giorno al Consiglio (essendo Del Rosso presidente anziano dopo le dimissioni di Iarrobino, oggi il ruolo è ricoperto da Roberto Desiderio, ndr) con l’aggiunta della surroga, motivandola con una serie di atti. L’unica cosa che mi dispiace è il suo comportamento: durante la conferenza si è preso del tempo per riflettere e deliberare, è sceso dal Comune ed è andato dal notaio».

Il ‘giallo’ dei consiglieri Marino - Cobianchi sarà il motivo di un eventuale ricorso?

«Probabile. Ma dobbiamo valutare se mi andrà di fare ricorso e se ci sarà l’indicazione della Prefettura per lo scioglimento del Consiglio. Qualora dovessi decidere di fare ricorso lo chiederò alla città».

 

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