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L’associazione Res bacchetta il sindaco e lo ‘smaschera’: “Ecco la verità”

14 / 07 / 2015

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Redazione

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L’Associazione RES di Castel Volturno torna ad evidenziare le lacune e le storture della politica locale, spalleggiata da “certa stampa non sempre alla ricerca della verità”. “Vi sono evidenze che a lungo non si possono nascondere – spiegano i membri dell’associazione - nonostante una sorta di ‘istituto luce’, per ‘l'informazione di regime’, ben strutturato, composto da qualche giornalista, fotografi mai sbocciati o alla ricerca di pubblicità, rappresentanti delle istituzioni locali, aspiranti registi in cerca d'autore, pezzi della società civile, che lavorano alacremente, per presentare una realtà dorata, alternativa alla verità, manipolando le emozioni dei cittadini, che aspirando legittimamente ad una inversione di marcia, che renda Castel Volturno una città più vivibile, restano – loro malgrado –  coinvolti in questa sorta di illusione ottica, dalla quale a tratti, vengono bruscamente risvegliati, dall'evidenza della realtà, che racconta ben altro. Intanto, cittadini attivi, associazioni, movimenti, che conoscono bene il territorio, lo ispezionano, si addentrano nelle zone periferiche e degradate, conoscono i punti nevralgici che rappresentano i nodi reali da sciogliere, per una vera ed effettiva riqualificazione della città, provano ripetutamente a sottoporre alle istituzioni locali, attraverso denunce, lettere, addirittura interrogazioni parlamentari, lo stato reale del territorio, senza mai ottenere nessuna risposta, né poter avere nessun confronto, che sarebbe auspicabile per un'amministrazione partecipativa e condivisa. Di tutta risposta, l'amministrazione comunale, sotto diverse forme, si impossessa delle segnalazioni, delle denunce, delle criticità rilevate da altri e, invece di dare risposte, finge di scoprire l'acqua calda, indossando non più i panni di chi deve trovare e fornire risposte e soluzioni, ma quelli di chi denuncia. In questo modo crede di aggirare l'ostacolo e di adempiere al suo compito, con trovate mediatiche, proclami, articoli di giornale. E intanto, nessun problema viene affrontato, nessuna seria proposta di soluzione viene avanzata, nessuna strategia concreta ed efficace viene messa in campo da chi, di questa città, si è assunto il ruolo di amministratore. Ci stanno vendendo la Fontana di Trevi: un mare pulito, che non c'è, perché non vi sono interventi di nessun genere né sui depuratori, né sugli scarichi dei regi lagni o del Volturno, né tanto meno, sui reflui fognari di Pinetamare o sulla bonifica della Darsena. Ci vogliono far credere che l'aver concesso ad un privato, incaricato da Coppola di gestire un chilometro e mezzo di parcheggio, a pagamento, fuori norma, l'aver affidato un pezzo di terreno del demanio a due lidi di Pinetamare per fare un parcheggio gratuito, che giustificasse la presenza di quello a pagamento, sia un'iniziativa per sconfiggere la presenza di parcheggiatori abusivi e per restituire a Pinetamare, decoro, legalità e ordine. Invece la realtà è che del flusso di automobili che invadono il Villaggio Coppola la domenica, ne beneficia abbondantemente Coppola e la società che gestisce il parcheggio, senza portare alcun ristoro alle casse comunali, ai cittadini e alla maggior parte dei commercianti, i parcheggiatori abusivi continuano ad avere i loro spazi, dal piazzale dei Gabbiani a tutte le zone al di fuori del parcheggio a pagamento, i cittadini di Viale del Mare continuano a rimanere ostaggi nelle loro case, a causa della sosta selvaggia su marciapiedi, davanti ai cancelli, sulle rotonde e l'Amministrazione, invece di farsi carico di non aver previsto un adeguato piano traffico per accogliere i bagnanti della domenica, che sono una realtà ben diversa dal turismo balneare, che da noi continua a mancare, vuole propinarci una illusoria svolta, che mai è stata realizzata. Sulla stampa leggiamo che il sindaco, con il presidente dell'Oasi dei Variconi, va in giro a constatare che effettivamente vi sono zone degradate, cumuli di rifiuti anche tossici, tutte realtà che da tempo cittadini e associazioni hanno denunciato all'amministrazione e, invece di avere risposta, il sindaco vuole cavalcare l'onda mediatica, ancora una volta indossare i panni di chi è amministrato e non di colui che amministra, come sarebbe d'obbligo. I Variconi hanno la spiaggia e la zona che costeggia il laghetto grande, nel degrado più assoluto, questo è stato più volte denunciato anche in passato, foto di singole realtà e reportage fotografici del territorio, sono stati inviati ai giornali, al comune, postati sui social network, dalla nostra associazione, da cittadini, da movimenti, pertanto occorreva una risposta, non un ennesimo articolo giornalistico. La raccolta differenziata non è mai decollata, non c'è stata adeguata informazione né vi sono controlli, ma i dati forniti dall'amministrazione parlano di percentuali che è più che evidente, non sono state mai raggiunte. Amministrare una città, tra l'altro complicata come la nostra, richiede idee, strategie, interventi programmati, non semplici lamentele di appello alle istituzioni, perché un fatto è certo, il Sindaco con la sua Amministrazione, rappresentano anch'essi le Istituzioni, e di questo ruolo, volontariamente assunto da chi si propone di amministrare, bisogna prendersi la responsabilità. 
Per rendere l'idea, basta vedere le foto della giornata di domenica postate da cittadini e associazioni, sullo stato del lungomare di Pinetamare e quella inviata ad un giornale locale, ritratta nel tratto finale di Fontana Blu, dove sembra che tutto sia in ordine, solo perché su quel tratto non c'è spazio per parcheggiare fuori dalle strisce, ma spostandosi poco più in là, su viale del Mare, ci si trova nel caos più assoluto. Gli unici due Vigili urbani, che qualcuno ha fatto passare come una conquista di civiltà per Pinetamare, non erano incaricati a muoversi sulla zona per rilevare infrazioni o regolare il traffico, ma solo per impedire agli automobilisti di svoltare nel nuovo senso unico, messo apposta per il nuovo parcheggio privato, evidentemente perché l'amministrazione è consapevole che l' elefante ha partorito un topolino, ormai già sfuggito di mano”.

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