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LE INTERCETTAZIONI CHOC | Sesso al gay al comune in cambio di favori: "Dammi il c... in bocca ... lo voglio"

13 / 01 / 2019

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Redazione

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Non solo semplici trascrizioni di intercettazioni con dettagli, frasi inequivocabili e scabrose, che certo non si conciliano con un luogo pubblico e soprattutto con un incarico pubblico. Nelle mani degli inquirenti che hanno scoperchiato il vaso di Pandora all’ufficio tecnico del Comune di Castel Volturno ci sono anche i filmati dei rapporti sessuali, utilizzati come merce di scambio per ottenere favori sulle licenze edilizie.

Come ricostruito dai pm Giacomo Urbano e Vincenzo Quaranta, titolari dell’inchiesta, gli incontri di natura sessuale, puntualmente registrati dagli investigatori attraverso filmati ed intercettazioni, si sono tenuti sia all’interno del Comune che all’esterno.

Di certo l’episodio più scabroso contenuto nel provvedimento cautelare è quello registrato nel dicembre 2016: un rapporto orale consumato in ufficio mentre le due persone si scambiano gli incartamenti della pratica. E non solo. Gli investigatori riescono anche a captare una frase, probabilmente riferita al contesto nel quale, si sta svolgendo il tutto:Mamma mia….è una cosa fuori misura”. Una situazione torbida che non sembra però turbare le persone che contraggono quel patto poi scoperto dalla Procura. Un “mo stiamo a posto”, a operazione ultimata, servirà a far capire che su quella pratica, ora, si potrà intervenire come richiesto.

Cosa non farebbe un padre per la propria figlia? Si prostituirebbe nel vero senso della parola arrivando a subire sesso orale pur di accelerare la pratica per il condono edilizio della casa della ragazza. Tutto negli uffici del Comune di Castel Volturno e tutto filmato nelle stanze di Antonio Di Bona, l'archivista dell'Utc arrestato che, secondo la ricostruzione della Procura, era disposto a dare una spintarella alle pratiche, anche attestando falsamente la pubblicazione all'Albo online, in cambio di favori sessuali.

L'uomo ha bisogno che la pratica di sanatoria vada veloce. Ha appuntamento dal notaio e non può farlo slittare a dopo le feste natalizie. Ha fretta e si rivolge a Di Bona. Il funzionario comunale si rende disponibile ad aiutare il padre 57enne disposto a tutto: "basta che ci risolvete il problema", si sente nelle registrazioni in possesso dei carabinieri di Mondragone che hanno condotto le indagini. Ma in cambio questi deve mostrarsi gentile e fargli palpeggiare le parti intime. 

L'ufficio comunale è aperto, anche se sono le 17:50 ed i colleghi di Di Bona stanno andando via. I due temono di essere scoperti: "Qua non stai bene", ripete l'uomo. Poi Di Bona si alza dalla sua sedia ed inizia a toccare: "A te è tuosto", si sente. Una telefonata interrompe l'amplesso poi si ricomincia, dietro un armadietto. "Questi se ne accorgono", ripete il malcapitato. "No, non preoccuparti", risponde il dipendente pubblico. "Vi vedono qua dietro che sta facendo qua dietro". E nel corso dei palpeggiamenti la pratica viene caricata online all'albo pretorio. 

L'uomo, però, non si fida, preferisce avere qualcosa di cartaceo e Di Bona lo invita a tornare un altro giorno ma sempre a tarda ora: "Ci dobbiamo vedere un attimo giovedì sera ... però vieni a quest'ora ... così dopo ...". E così l'uomo si ripresenta in Municipio. E dopo aver sbrigato tutte le pratiche Di Bona vuole il suo compenso. L'uomo è teso: "Madonna che ansia ...", ripete. "Dammi il c... in bocca ... lo voglio", la richiesta esplicita del funzionario comunale. 

Una tendenza risaputa anche da altri dipendenti comunali quella che "Tonino deve mettere le mani in mezzo al pesce alla gente", si sente in un'altra ambientale tra due dipendenti comunali. 

 

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