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L' EDITORIALE | Un patto 'imbarazzante': la Lega a ‘braccetto’ con il candidato sindaco con il cognato arrestato per droga

06 / 04 / 2019

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Alfonso Pascarella

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Che nel corso di questi 25 anni di vita di Forza Italia, i berlusconiani abbiano imbarcato o sostenuto, pregiudicati, impresentabili e candidati con ‘parentele pericolose’, se ne sono riempite di pagine di cronaca-politica.

Mai, però, avremmo potuto immaginare che lo stesso accadesse anche alla Lega, partito del Ministro degli Interni, Matteo Salvini. E, ciò che sta accadendo nella provincia di Caserta, non ha precedenti in nessuna altra parte d’ Italia.

L’ ULTIMO CASO - Riguarda l’accordo elettorale tra i Salviniani ed il candidato a sindaco di San Felice a Cancello Giovanni Ferrara. Ferrara è il cognato di Cesare Martone, e suo vicino di casa, noto alla cronaca per il recente arresto e per la recentissima condanna ad 1 anno e 2 mesi. Gli inquirenti sospettano che sia coinvolto in un rifornimento verso Santa Maria a Vico da San Felice, dove è presente la più forte cellula attiva nello spaccio di droga per l’intera regione.

San Felice a Cancello, ormai denominata ‘la nuova Scampia’ è il nuovo droga market, fulcro di interessi malavitosi legato allo spaccio, che vede i Biondillo monopolizzare l’ intera area che va da Santa Maria a Vico a Cerevinara, passando per san Marco Trotti fini ad arrivare nel napoletano tramite Acerra. Sono un centinaio gli arresti compiuti dagli inquirenti negli ultimi anni. Inquirenti che poi hanno sciolto il comune per ifiltrazione camorristica.

Arresti del 2012

Arresti del 2013

Arresti del 2014

 

IL CASO CASTEL VOLTURNO – Non solo San Felice, ma di amicizie ‘imbarazzanti’ la Lega ne ha anche in un altro comune al voto, Castel Volturno, dove i riferimenti della Lega sono i Cosentiniani Domenico Giancotti e Antonio Scalzone.

Scalzone, sindaco fino al marzo 2005, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, viene chiamato in causa anche in relazione alla riapertura avvenuta tra il 2003 e il 2004 della discarica Bortolotto di Castel Volturno (fu gestita dai fratelli Orsi e fruttò al clan una tangente mensile di 10-12 mila euro, ndr), di cui il pentito Luigi Guida detto «ò drink» ha già dato conto in sede di esame del pm della Dda di Napoli Alessandro Milita. L'avvocato Letizia gli chiede se «è vero che Scalzone e alcuni suoi assessori e consiglieri in quel periodo manifestarono contro la riapertura del sito?» «A me non risulta - risponde Guida - Scalzone qualche volta ha attaccato la camorra ma non me ne sono mai preoccupato perchè eravamo vicini tanto che gli avevo imposto anche la nomina dell' assessore all'ambiente Domenico Giancotti. I politici reclamano spesso contro la mafia per far vedere, ma poi sono uomini nostri». Guida riporta poi l'episodio in cui Gaetano Vassallo, principale accusatore di Cosentino, gli regalò un fucile a pompa modello «safari» chiedendogli «di gambizzare una persona che aveva investito il nipote che era poi finito sulla sedia a rotelle. Ma io non ho dato seguito alla sua richiesta». Sul finire dell'udienza il pentito si contraddice quando afferma di aver incontrato Vassallo una decina di volte tra il 2001 e il 2005; tra il 2002 e il 2003 infatti, Vassallo era detenuto per reati legati agli stupefacenti. Si tornerà in aula il 18 novembre per la deposizione di Anna Carrino, ex compagna del boss Francesco Bidognetti oggi collaboratrice di giustizia.

IL CARO ESTINTO – Ma le ‘amicizie imbarazzanti’ partono proprio dalla citta del foro residenze del coordinatore provinciale Salvatore Mastroianni, quando alle ultime elezioni politiche ci fu la disponibilità, poi ritirata, alla candidatura di Salvatore Mastroianni, consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere, e dell' imprenditrice delle 'Pompe funebri', Matilde Vecchione.

Mastroianni tutti sappiamo chi è, la sua storia, il suo trascoso politico a destra, il suo appoggio attuale all'amministrazione di centrosinistra di Mirra. 

Anche la Vecchione non è estranea alla politica. Già nel 2010 fu candidata per l' MpA alla Provincia nel collegio di Santa Maria Capua Vetere.

Dal punto di vista imprenditoriale Matilde Vecchione fu accusata con la società “Imprese Funebri Internazionali”, di ricevere somme da destinare a Antonio Chianese (uno dei vertici sanitari dell’istituto di Medicina legale), Cammarota e De Marco nonché si aggiudicavano le esequie che si dovevano realizzare nel territorio di Santa Maria Capua Vetere e rispondere di associazione a delinquere finalizzata a: realizzare la sistematica corruzzione di impiegati dell’azienda ospedaliera “San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta”; effettuare illecita concorrenza, operandola con violenza e minaccia nel settore delle imprese funebri del territorio casertano; ripartire secondo criteri territoriali le esequie relative a decessi avvenuti presso l’ospedale di Caserta. Nel 2017 poi definitivamente assolta a causa dell' avvenuta prescizione.

“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.” (Paolo Borsellino)

 

 

 

 

 

 

 

elezioni comunali san felice a cancello
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