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Legge elettorale, il Rosatellum bis è legge: ecco come voteremo

26 / 10 / 2017

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Redazione

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Il “Rosatellum bis”, approvato a Camera e Senato con la fiducia, prevede un sistema elettorale misto, in cui la distribuzione dei seggi è per il 36% maggioritaria e per il 64% proporzionale. Con la legge elettorale dei nominati si prevedono in particolare, 231 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato assegnati attraverso collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato. L’assegnazione dei restanti seggi, invece, avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali. In questo caso sono previsti dei listini molto corti, con un minimo di due e un massimo di quattro candidati.

UN’UNICA SCHEDA, NO AL VOTO DISGIUNTO – Il voto è unico e non è prevista la possibilità del voto disgiunto. La nuova scheda elettorale reca il nome del candidato nel collegio uninominale ed il contrassegno della lista o delle liste collegate, corredate dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale. L’elettore vota il contrassegno della lista prescelta ed il voto è attribuito anche al candidato.

SBARRAMENTO – AL 3% PER LE LISTE E AL 10% PER LE COALIZIONI – I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale. I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Lo sbarramento è al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. Per le coalizioni non vengono comunque computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell’1 per cento. Non superando il 3%, però, non è detto che il consenso raccolto dai mini partiti venga azzerato. A quel punto, scatterà una ulteriore clausola di sbarramento: superando, infatti, l'1% a livello nazionale, i voti raccolti da quella lista saranno assegnati ai partiti della coalizione di cui la medesima lista fa parte in ragione proporzionale al loro risultato a livello nazionale, al di sotto dell'1% i voti si perdono

PLURICANDIDATURE E SOGLIE DI GENERE – Nei collegi plurinominali sono possibili un massimo di cinque pluricandidature. Il Rosatellum bis poi prevede specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere. “Nei collegi uninominali – si legge nel testo – nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60%”. Il rapporto è valido anche per i collegi plurinominali, nei quali si prevede che la quota massima 60-40 venga rispettata a livello regionale.

TAGLIANDO ED ISTRUZIONI – E’ previsto anche un ‘tagliando antifrode’ per le schede elettorali, che saranno fornite di tagliando rimovibile con un numero progressivo, che sarà annotato prima che l’elettore entrerà nella cabina per votare. In questo modo si potrà evitare lo scambio con frode di schede prestampate. Sulla scheda elettorale ci saranno anche istruzioni per informare gli elettori su come verrà distribuito il loro voto.

DELEGA AL GOVERNO PER DISEGNARE I COLLEGI – Il testo reca una delega al Governo, da esercitare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali della Camera e del Senato, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.

RACCOLTA DELLE FIRME – I partiti o le nuove formazioni che non sono in Parlamento o non hanno un proprio gruppo per candidarsi dovranno raccogliere, per le prossime elezioni, 750 firme. A partire dal prossimo turno elettorale il numero verrà raddoppiato. Sempre e solo per questa tornata, gli avvocati cassazionisti potranno autenticare le firme per le liste elettorali. Sono esentati dalla raccolta i partiti che si sono formati prima del 15 aprile 2017.

TRENTINO ALTO ADIGE – Il Rosatellum assume quanto votato dalla Camera a giugno con l’ok a scrutinio segreto all’emendamento Fraccaro-Biancofiore: saranno sei i collegi uninominali e cinque proporzionali.

IN PROVINCIA DI CASERTA - Col vecchio Mattarellum con cui si è votato negli anni 1994, 1996 e 2001, Caserta aveva 7 collegi maggioritari e 3 senatoriali. In ragione di uno ogni 100 mila e di uno ogni 200 mila al senato. Un collegio alla Camera ogni 250 mila abitanti. Siccome la provincia di Caserta conta su circa 860/870 mila residenti ufficiali, il calcolo è: 3,48. Ciò vuol dire che 3 collegi sono sicuri, il quarto, potrebbe essere in coabitazione con qualche area di province vicine, con Benevento o Napoli. Sul proporzionale: alla Camera ogni circoscrizione racchiuderà un milione di abitanti. Ciò vuol dire che la provincia di Caserta potrebbe avere una sua circoscrizione proporzionale magari aggiungendovi dentro pochi comuni di province vicine. La circoscrizioni per l'attribuzione di seggi al senato saranno costituite in ragione di una ogni 2 milioni di abitanti. Ciò vuol dire che Caserta, con ogni probabilità, verrà integrata con le province vicine di Avellino e Salerno.

Al Senato ci sarà un collegio maggioritario ogni 500 mila abitanti. Dunque avremo un collegio tutto casertano e forse un secondo in coabitazione con un'altra provincia. Per quanto riguarda il proporzionale, un numero di candidati variabili da 2, a 4. 

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