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L' ex boss di Maddaloni, gola profonda, fa sequestrare 5 milioni all' imprenditore socio dei Belforte

26 / 04 / 2012

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Angelo Rispoli

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Dopo l’arresto per associazione mafiosa di 44 affiliati del clan Belforte di Marcianise, avvenuto il 24 aprile scorso, sono scattati altri sequestri. Che stavolta hanno colpito un imprenditore di Maddaloni. In particolare, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, sulla scorta delle indagini patrimoniali effettuate dalla Polizia di Stato e della conseguente proposta di misura di prevenzione, ha disposto il sequestro di beni mobili ed immobili, unità abitative e locali commerciali, ubicati in Maddaloni e Mondragone, quote societarie e rapporti bancari, per il valore di oltre 5 milioni di euro, intestati all’imprenditore ed ai suoi congiunti, ma ritenuti riconducibili ad esponenti del clan Belforte. Secondo le indagini, l'imprenditore, che nel 2009 era stato arrestato per associazione mafiosa ma poi prosciolto dall’accusa, grazie all’appoggio del clan Belforte aveva conquistato una posizione di monopolio nel suo settore in tutta l’area che rientrava sotto l’influenza criminale della potente consorteria camorrista, comprendente i comuni di Caserta, Marcianise, Maddaloni, San Felice a Cancello, Cervino, Valle di Maddaloni e Santa Maria a Vico. In cambio l’imprenditore versava una parte dei guadagni al clan che gli assicurava il proprio intervento al fine di costringere i gestori di numerosi esercizi ricettivi dell’area a rivolgersi alle sue società. L’esistenza di un accordo tra l'imprenditore ed il clan Belforte, poi, è stato confermato anche dal collaboratore di giustizia Antonio Farina, reggente del clan nel comprensorio di Maddaloni, San Felice a Cancello, Cervino e Santa Maria a Vico.

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