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7 ARRESTI | L'ex hotel reso famoso da Gomorra, trasformato in piazza di spaccio

23 / 02 / 2018

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Redazione

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Nella mattinata di mercoledì 21 febbraio a Castel Volturno e presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, i carabinieri della Stazione di Grazzanise hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso da questa Procura nei confronti di 7 cittadini extracomunitari gravemente indiziati, a vario titolo, di numerose condotte di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed eroina.

LA CRACK HOUSE NELL’EX HOTEL - Il provvedimento pre-cautelare, eseguito dai militari del Reparto, costituisce l'esito di una attività investigativa diretta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e condotta dalla Stazione Carabinieri di Grazzanise dal mese di ottobre del 2017 ad oggi, essendo stato riscontrato un allarmante fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti all'interno di alcuni immobili abbandonati (Ira cui il noto ex Hotel Zagarella/Boomerang) siti nel Comune di Castel Volturno. Tali edifici rappresentano una delle poche realtà presenti sul territorio nazionale, denominate "crack house" si può procedere sia all'acquisto che alla consumazione della sostanza nel medesimo luogo.

IL LINGUAGGIO IN CODICE - Le indagini sono state condotte attraverso intercettazioni telefoniche, escussioni di persone informate sui fatti per poi arricchirsi di ulteriori elementi indizianti, tra cui le immagini riprese mediante una telecamera appositamente installata nei pressi dell'Hotel Zagarella. In tal modo si è giunti ad accertare l'identità dei 7 soggetti, di seguito indicati, a carico dei quali è stato raccolto un grave quadro indiziario in ordine alla realizzazione di molteplici episodi di cessione di sostanze stupefacenti nei confronti di acquirenti provenienti dalla provincia di Casetta e dal basso Lazio. In particolare, i contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico decodificato dai Carabinieri della Stazione di Grazzanise (le sostanze stupefacenti veniva indicate facendo ricorso ai termini "roba ", "quella bella ", "quella brutta", "quella chiara ", "quella scura", "coca", "pezzi", "cibo", "scarpe", "borse"}, hanno consentito di appurare e fotografare le modalità con cui gli indagati realizzavano l'illecita attività.

IL CLIENTE MORTO PER OVERDOSE - Nel corso dell'attività d'indagine è altresì emerso che, uno degli indagati, in concorso con un altro soggetto al momento non identificato, dopo aver ceduto ad un acquirente all'interno dell'Hotel Zagarella dell’eroina, ne provocava la morte che avveniva a seguito dell'assunzione della sostanza ceduta.

 

I SEQUESTRI - Contestualmente all'esecuzione del decreto di fermo sono stati sottoposti a sequestro preventivo d'urgenza gli immobili abusivamente occupati dagli indagati ed individuati quali luoghi destinati all'attività di spaccio di sostanze stupefacenti e si è altresì proceduto allo sgombero degli stessi e delle persone ivi presenti. In data odierna l’ufficio Gip, in sede di convalida, condividendo in toto l'impianto accusatorio avanzato da quest'Ufficio, in relazione sia ai gravi indizi di colpevolezza che al concreto pericolo di fuga degli indagati, ha disposto per i sette indagati sottoposti al fermo la custodia cautelare in carcere.

 

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