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DRAMMA PER 350 FAMIGLIE | Non c'è l'accordo: la Jabil conferma i licenziamenti

27 / 06 / 2019

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Redazione

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Jabil, fumata nera al Ministero. L’azienda conferma i licenziamenti

Fumata nera. Una chiusura netta. La Jabil, al tavolo convocato al Ministero dello Sviluppi Economico, ha confermato la procedura di licenziamento avviata per i 350 dipendenti dello stabilimento di Marcianise.

La multinazionale americana ha incontrato i rappresentanti del governo ed i sindacati (erano presenti anche il sindaco Antonello Velardi, la vice Angela Letizia ed il consigliere comunale Giovanbattista Valentino a Roma) ma non ha voluto sentir ragioni.

Il tavolo si è chiuso con un nuovo incontro da stabilire nei prossimi giorni. La vertenza si fa drammatica. I sindacati hanno già annunciato nuove assemblee, scioperi, iniziative di sensibilizzazione della politica e della opinione pubblica. 

Ai dipendenti, oggi, è stato negato di arrivare nei pressi del Ministero. La Questura ha fermato i lavoratori a Piazza della Repubblica, impedendogli l’arrivo al Ministero. Saremo vicini con forza e sincera solidarietà a tutte queste persone che sono colpite dall’ ennesima crisi industriale e che, secondo questo governo, non meritano nemmeno di essere ascoltate con rispetto".

"La riunione - ha spiegato il sindaco Velardi - presieduta dal vice capo gabinetto del ministro, Giorgio Sorial, è stata animata. Il ministro Luigi Di Maio non si è fatto vedere. I sindacati hanno invocato una giusta e doverosa apertura dell'azienda e cosi ha fatto anche il rappresentante del governo. L'assessore regionale campana Sonia Palmeri è stata dura, per parte mia sono stato durissimo. Non le ho mandate a dire: i licenziamenti devono essere immediatamente ritirati, poi si discute. Marcianise non può subire l'ennesima operazione di macelleria sociale. A Roma c'erano centinaia di lavoratori Jabil, partiti con sei bus da Marcianise. Ho protestato vivacemente con il vice capo di gabinetto perché la folta delegazione di Marcianise è stata bloccata in piazza della Repubblica per motivi di ordine pubblico e non è stata fatta arrivare sotto il ministero. Operai trattati come gli ultimi appestati. Ora comincia una grande, straordinaria mobilitazione. Senza risparmio di energie. Spero che la città ci sia vicino e che i politici facciano la loro parte. Mai come in questo momento non abbiamo bisogno né dei latitanti né dei filosofi della tastiera, i campioni del dire molto e del fare poco. Noi come amministrazione ci siamo e ci saremo".



 

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