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Truffa da 70mila euro: manomette telefono della banca per garantire copertura degli assegni. Indagato 40enne

03 / 04 / 2019

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Redazione

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Una truffa da 70mila euro per uno stock di 18mila bottiglie di vino manomettendo le telefonate della Banca per giustificare la regolarità degli assegni al venditore. Un raggiro raffinato, da sceneggiatura cinematografica, orchestrata da L.P., un 40enne di Aversa ai danni del legale rappresentante di un’azienda vitivinicola con sede in un comune del circondario di Maglie. L’indagato risponde di truffa. In concorso, però, con soggetti rimasti ignoti. Il suo nome compare in un avviso di conclusione a firma del pubblico ministero Stefania Mininniche, dopo la denuncia dell’imprenditore, ha ricostruito l’elaborata e sofisticata truffa architettata da un manipolo di abili truffatori.

L.P. si sarebbe presentato al legale rappresentante dell’azienda vitivinicola salentina sotto falso nome. Un nome di fantasia, Luca Rivoli, per accreditarsi e chiedere un preventivo per un acquisto considerevole di merce. Ottenuto il preventivo e i depliant dei vini all’indirizzo mail lucarivoli10@gmail.com il 9 novembre 2017 con una telefonata Luca Rivoli ribadisce l’intenzione di portare a termine l’acquisto. Con una successiva email il fantomatico acquirente conferma l’ordine di 9mila bottiglie di vino per un costo complessivo di 35mila e 770 euro concordando il ritiro per il giorno successivo. Le fatture, così come richiesto, dovevano essere poi emesse nei confronti di una certa Anna Saporito.

Effettivamente appena 24 ore dopo si presenta in azienda un uomo incaricato dal sedicente Luca Rivoli di curare il trasporto dei vini dopo aver consegnato al legale rappresentante in busta chiusa l’assegno circolare non trasferibile dell’importo di 35mila e 770 euro emesso il 9 novembre dalla Deutsche Bank di Caserta come pagamento della merce. Ottenuta la conferma da parte della propria banca (la Unicredit) che l’assegno circolare era stato emesso correttamente l’imprenditore salentino autorizza il carico di 9mila bottiglie di vino ordinate. 

Ore dopo il sedicente Luca Rivoli richiede un’ulteriore fornitura di altre 9mila bottiglie di vino che il legale rappresentante consegna sempre allo stesso autotrasportatore il 13 novembre dopo aver avuto accertato, anche in questo caso, la bontà di un altro assegno circolare non trasferibile in busta chiusa. Non passa molto tempo che l’imprenditore salentino scopre di essere stato raggirato per bene. Entrambi gli assegni circolari dati in pagamento, infatti, non erano stati “bene emessi” grazie ad un’abile truffa tanto singolare quanto artificiosa.

Le indagini, infatti, avrebbero appurato come i responsabili del magheggio, manomettendo i collegamenti della linea principale della Deutsche Bank, avevano deviato le telefonate in entrata verso altre utenze da loro stessi gestite. Così, spacciandosi per dipendenti della Banca, avevano rassicurato i dipendenti dell’Unicredit circa la genuinità dei titoli in realtà contraffatti. E addio soldi e bottiglie di vino. Al momento l’unico indagato è difeso dall’avvocato Vito De Pascalis.

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