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Non lo raccomanda al 'Concorsone' e lui per ripicca lo denuncia: indagato il consigliere regionale Stefano Graziano

13 / 12 / 2019

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Redazione

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E' iniziata ufficialmente la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, e con essa le inchieste giudiziarie che da anni 'accompagnano' le competizioni politiche.

Il primo a farne le spese è il consigliere regionale Stefano Graziano, iscritto nel registro degli indagati (così come riporta 'Il Mattino') dalla procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, per il reato di voto di scambio. Oltre al consigliere regionale, risulta indagato  Pasquale Fiorenzano, Nicola Tirozzi, e lo stesso Luigi Comparone

La vicenda parte da una denuncia di Luigi Comparone, un tizio, che vistosi non 'raccomandato' per vincere il 'Concorsone' indetto dalla Regione per un posto da operatore socio sanitario, si rivolge alle autoità giudiziarie denunciando un presunto voto di scambio.

Secondo quanto agli atti della Procura di Napoli Nord, Graziano è, sotto indagine, per una vicenda che riguarda le consultazioni elettorali vinte dal Pd, ad Aversa, con il sindaco Alfonso Golia (estraneo a questa vicenda). Nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, emergerebbe che il «patto» fu stretto a favore del consigliere Fiorenzano, eletto poi con una lista collegata al Pd, e che Tirozzi, sempre secondo la tesi accusatoria, avrebbe fatto da tramite tra l'aspirante operatore socio sanitario e i due politici.

«Nicola Tirozzi, intermediario e uomo di fiducia di Graziano - si legge nell'avviso di garanzia si accordò con Luigi Comparone e, con lo scopo di far ottenere a Fiorenzano i voti di Comparone e della sua famiglia, gli promise che avrebbe superato il concorso regionale per un posto da operatore socio sanitario». «Così facendo continua il pm - Comparone avrebbe assicurato a Fiorenzano un pacchetto di voti, tra le 80 e le 100 preferenze», che risultarono poi determinanti per il suo ingresso in consiglio comunale.

Il tutto più di un mese prima dell'indizione del concorso regionale, indetto il successivo 6 luglio. Secondo gli inquirenti, la promessa inerente il posto di lavoro è strettamente collegata al ruolo di vertice che Graziano ricopre sia nell'ambito sanitario che in seno al governo regionale e allo stesso Partito democratico. E proprio in virtù della caratura politica del personaggio coinvolto, c'è da scommettere che oggi si scatenerà un terremoto di reazioni.

«Prendo atto - dichiara Graziano - del fatto che ci sono atti processuali che mi riguardano e di cui non sono stato ancora informato. Sono tranquillo perché estraneo alla vicenda che mi vede indagato per non aver segnalato/raccomandato la persona che, per la mancata segnalazione, prima mi ha denunciato e poi ha tentato di diffamarmi. I fatti si riferiscono, tra l'altro non alla mia campagna elettorale ma a quella di un altro. Sono ancora una volta fiducioso nella magistratura».

stefano graziano indagato voto di scambio
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