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TRUFFA E BANCAROTTA | Spariti quasi 3 milioni di euro: 5 indagati. I NOMI

22 / 02 / 2019

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Redazione

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Nell'ambito di un'indagine coordinata della Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta stanno dando esecuzione a un provvedimento di sequestro, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, di beni mobili e immobili registrati nonche rapporti finanziari per oltre 2,5 milioni di euro nei confronti di 5 persone indagate, a vario titolo, per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata, abusivismo finanziario e riciclaggio, commessi ad Aversa. Un promotore finanziario di Aversa di 71 anni, Luigi Fiordiliso, della moglie, Clementina Della Volpe, dei figli Marcello, Eduardo e Francesco, e del cognato Antonio Della Volpe.

L'esecuzione del provvedimento cautelare costituisce I'epilogo di un'articolata attivita di indagine svolta attraverso l'incrocio dei dati risultanti dall'esame della documentazione contabile e amministrativa acquisita, dalle indagini finanziarie, dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, dall'assunzione di informazioni da parte delle vittime nonche dall'attivita di osservazione, controllo e pedinamento delle persone indagate.

Dalle risultanze investigative e emerso the ii principale indagato, unitamente al cognato, entrambi aversani, pur non avendo alcun mandato da societa o imprese autorizzate, ha operato - dal 2009 at 2014 - quale promotore finanziario. Gli stessi, approfittando della fiducia di un elevato numero di persone e prospettando loro lauti guadagni mediante l'investimento in diversi titoli sul petrolio e sul rame, inducevano le vittime a farsi consegnare i loro risparmi, ammontanti complessivamente a oltre 3 milioni di euro.

Sempre secondo !ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, il principale indagato, in violazione alle basilari regole dell'attivita finanziaria, ha fatto confluire le somme di denaro ricevute sui conti intestati a lui, alla moglie e ai suoi tre figli, sui quali aveva comunque Ia delega ad operare nonche su altri conti correnti intestati ai suoi familiari o societa a costoro riconducibili, ponendo in essere, in tal modo, operazioni di riciclaggio idonee a occultarne Ia provenienza illecita.

II promotore ha quindi utilizzato tali disponibilita finanziarie per fini personali, come l'acquisto di auto di lusso o il rimborso delle rate dei mutui accesi per l'acquisto di immobili. L'esame approfondito delle movimentazioni dei conti correnti ha, inoltre, permesso di appurare come il principale indagato sia riuscito a trarre illecitamente i profitti applicando un modello economico di vendita fraudolenta, noto come "schema Ponzi", in base al quale i rimborsi degli interessi del capitale versato dalle persone truffate sono avvenuti solo grazie at flusso di denaro in entrata assicuratogli dai nuovi investitori.

All'inizio del 2012, tuttavia, questo "sistema" 6 giunto al collasso, in quanto l'indagato non b riuscito piu a far fronte alle innumerevoli e pressanti richieste di rimborso del capitale da parte dei clienti, alcuni dei quali hanno provveduto a chiederne it fallimento, successivamente dichiarato della Sezione fallimentare del Tribunate di Napoli Nord in data 17.12.2015. Le indagini, svolte anche in relazione a tale contesto, hanno consentito di acciarare che it promotore, in pieno stato di insolvenza, prima e durante Ia procedura concorsuale, non solo ha sottratto i libri e le scritture contabili in modo da non rendere possibile la compiuta ricostruzione del suo patrimonio nonche del suo movimento di affari, ma ha, altresi, compiuto una serie di operazioni distrattive in pregiudizio dei suoi creditori, integrando cosi i reati di bancarotta documentale e distrattiva.

Tra i numerosi malcapitati, oltre 50, vie anche una donna casertana che ha inteso affidare al promotore ben 80.000 euro, ricevuti dallo Stato quale rimborso per la mode del padre vittima di camorra; vicenda per Ia quale Ia stessa ha presentato formale denuncia.

Tra le operazioni distrattive si evidenzia, a titolo esemplificativo, quella avente ad oggetto Ia simulata vendita di un immobile di prestigio, adibito ad abitazione di famiglia, sito nel comune di Aversa; nello specifico ('immobile e stato solo fittiziamente trasferito, per it prezzo dichiarato di euro 900.000, dal principale indagato a favore di due dei suoi figli, i quail hanno formaimente accreditato le somme di denaro sul conto del padre che, a sua volta, le ha pero riaccreditate, a titolo di storno, sui loro stessi conti correnti, provvedendo anche a non incassare quelle trasferitegli mediante assegni. Tutto ci6 al fine di evitare che it cespite potesse essere oggetto di aggressione da parte dell'Autorita Giudiziaria, una volta venute ally luce le predette condotte delittuose.

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