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Camorra e appalti pilotati, rinviati a giudizio i fratelli Cesaro e l'ex sindaco

18 / 11 / 2016

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Valentina Martinisi

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Aniello e Raffele Cesaro, fratelli del deputato Luigi, sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati nel Comune di Lusciano. Tutto era iniziato con le dichiarazioni del pentito Luigi Guida. Le sue accuse coinvolsero anche il deputato Luigi Cesaro, ma sulla posizione del parlamentare è stata chiesta e ottenuta l'archiviazione dai pubblici ministeri della Dda di Napoli, mentre le cose sono andate diversamente per i fratelli. Sono stati rinviati a giudizio anche l’ex sindaco di Lusciano Isidoro Verolla, l’ex consigliere Vincenzo Salernitano, Francesco Pezzella, Salvatore Spenuso, Immacolata Verde, Nicola Mottola e Raffaele Vassallo. I fratelli Cesaro e Verolla sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa e di aver pilotato la gara d’appalto per la costruzione di alcune strutture nell’ex zona Pip a Lusciano. Tutti, sono stati prosciolti dalla concorrenza illecita e turbativa d’asta per l’appalto della costruzione di piscine. Il filone investigativo, nato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Guida, era stato chiuso nell’estate del 2014, quando i pm della procura Antimafia di Napoli, Antonello Ardituro, Giovanni Conzo, Cesare Sirignano e Marco Del Gaudio (gli ultimi due ora alla Procura Nazionale Antimafia), coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, ordinarono l’arresto di ex politici, funzionari ed ex amministratori del Comune di Lusciano.

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