Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

Il pentito punta il dito contro il 'professore' ed i Senneca. Un omicidio fallito per un terribile errore

14 / 02 / 2017

|

Giuseppe Perrotta

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Ci sono anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Raffaele Lombardi a corredo delle accuse nei confronti della banda di spacciatori arrestata dai carabinieri di Maddaloni all'alba di lunedì. Lombardi ha riferito sul ruolo svolto dai fratelli Domenico, Salvatore e Vincenzo Senneca, i quali, insieme ad Antonio Esposito, detto o professore, gestiscono lo spaccio di droga sotto le palazzine in via Matilde Sera. Esposito ha sempre fatto parte del clan di Maddaloni dal 2000, in particolare del gruppo che faceva capo ad Andrea De Matteo. Lombardi, negli interrogatori del 1 marzo e del 19 aprile 2016, ricostruisce la sua storia criminale, asserendo di aver preso la guida del clan dal 2015, dedicandosi alle estorsioni ed allo spaccio di droga. Inoltre asserisce che quando era detenuto nel carcere di Benevento, apprese da Angelo De Matteo che Antonio Esposito garantiva lo stipendio a lui, a Pasquale Magliocca, a Vincenzo Ferraro ed al fratello Michele. Ed inoltre aggiunge che De Matteo si lamentò perché nei mesi di novembre e dicembre 2015 non aveva ricevuto lo stipendio a causa di una perdita subita da Esposito per un sequestro di circa 300 grammi di cocaina. Lo stesso Lombardi ha raccontato di un episodio raccontatogli da Angelo De Matteo e da Vittorio Lai, nel 2009 Antonio Esposito insieme ai fratelli Senneca ed a Vincenzo Ferraro si erano recati presso l'abitazione di Vittorio Lai per compiere un agguato, ma nella concitazione, Salvatore Senneca si era ferito da solo con un colpo di pistola sparato accidentalmente dalla sua arma e che per questo motivo si erano dovuti allontanare.

maddaloni droga camorra pentito omicidio fallito
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.