Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

MAPPA DELLA CAMORRA | Ecco chi 'comanda' ora nel casertano

14 / 02 / 2019

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


E' sempre il clan dei Casalesi a dettare legge su gran parte della provincia di Caserta. E’ quanto emerge dalla relazione semestrale della Dia, relativa ai primi 180 giorni del 2018, che ricostruire la mappa dei gruppi criminali in Terra di Lavoro. “L’attuale panorama criminale casertano - si legge - è tuttora contraddistinto dalla forte presenza sul territorio del cartello dei Casalesi e dei sodalizi dell’area marcianisana che, nonostante i costanti ed incisivi colpi subiti dall’azione di contrasto delle Forze dell’ordine e dell’Autorità giudiziaria, mantengono il controllo del territorio attraverso una coesione interna fondata su solidi vincoli familiari e consenso nel tessuto sociale che permette di cooptare nuovi arruolamenti”. 

GLI ALLEATI DEI CASALESI

Sul territorio della provincia risultano operativi diversi sodalizi locali che, direttamente o semplicemente condividendone gli obiettivi, fanno riferimento ai CASALESI. In particolare, nei Comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Carinola, Falciano del Massico e Roccamonfina è attivo il clan ESPOSITO, detto dei ‘Muzzoni’. Sul litorale domitio, con epicentro Mondragone, è egemone il clan FRAGNOLI-GAGLIARDI-PAGLIUCA, ma si è rilevata anche la riorganizzazione dei La Torre.

RUGGINI A S.MARIA E PIZZO AI NEGOZI NEL CAPUANO

Sul territorio di Santa Maria Capua Vetere sono attivi due gruppi criminali, la famiglia DEL GAUDIO-Bellagiò e l’antagonista famiglia FAVA, che si contendono la gestione delle attività illecite sul territorio, permanendo entrambi nell’orbita del cartello dei CASALESI. Nell’area capuana, che comprende i comuni di S. Maria La Fossa, Capua, Vitulazio, Bellona, Triflisco, Grazzanise, Sparanise e Pignataro Maggiore, permane l’influenza della famiglia SCHIAVONE tramite propri fidati referenti, come i gruppi MEZZERO, PAPA, LIGATO ed altri, che conservano una relativa autonomia criminale. Ne è conferma l’operazione conclusa nel mese di maggio, a Pignataro Maggiore, dai Carabinieri di Caserta e di Capua, che hanno eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di esponenti del clan LIGATO che, con minacce e atti intimidatori, imponevano gadget natalizi, materiale di cancelleria e slot machine ad imprenditori ed esercenti commerciali della zona, estorcendo anche periodiche dazioni di denaro.

 

DALLA FAIDA ALL’ACCORDO: RIVOLUZIONE A MARCIANISE

Nell’area marcianisana, storicamente al di fuori del cartello casalese, permane l’egemonia del clan BELFORTE, che rappresenta una delle “realtà criminali” più potenti e strutturate, non solo nel contesto casertano, ma anche in ambito regionale. Detto sodalizio riflette un modulo operativo simile a quello imposto negli anni dal clan dei CASALESI, in termini di struttura organizzativa, forza militare e predisposizione imprenditoriale ed estende la sua influenza, in maniera diretta o attraverso gruppi criminali satelliti, oltre che a Marcianise anche nella città di Caserta e nei Comuni confinanti di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Casagiove, Recale, Macerata Campania, San Prisco, Maddaloni, San Felice a Cancello e Santa Maria Capua Vetere. Nel contesto citato, il clan BELFORTE e i vari  gruppi criminali presenti, ricercando nuove e diversificate fonti di guadagno, stanno mostrando un particolare interesse verso il traffico e la vendita di sostanze stupefacenti, rivelando in tal senso maggiori affinità con i clan napoletani rispetto alle linee strategiche proprie della criminalità casalese, che ha sempre evitato la gestione diretta del traffico di stupefacenti.

A tal fine, accordi specificamente intercorsi tra clan un tempo avversi hanno consentito il superamento di storiche, sanguinose conflittualità. Una conferma dell’interesse dei sodalizi marcianisani verso il ricco settore della droga si rinviene proprio negli esiti dell’operazione «Unrra Casas», eseguita nel mese di giugno dai Carabinieri di Caserta. Le indagini hanno permesso di svelare, per la prima volta, l’esistenza di un accordo tra i due clan marcianisani da sempre antagonisti, i BELFORTE-Mazzacane e i PICCOLO-LETIZIA-Quaqquaroni, la cui feroce rivalità ha prodotto sin dagli anni ‘90 decine di omicidi. L’intesa, finalizzata alla gestione del traffico e dello spaccio di stupefacenti, è rimasta viva nonostante i diversi avvicendamenti al vertice del gruppo così costituito, superando, di fatto, anni di violenti scontri. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, oltre al reggente latitante del clan BELFORTE, altre 30 persone tra le quali anche l’autore materiale dell’omicidio, nel 2015 in Albania, di un trafficante di droga. Nel tempo, il carisma e lo spessore criminale dei BELFORTE ha favorito una fitta rete di accordi e di alleanze con piccoli gruppi aventi una struttura familiare e con una discreta autonomia sul territorio di origine nella gestione delle attività illecite. In tal senso, il gruppo MENDITTI è attivo a Recale ed a San Prisco, mentre la famiglia BIFONE opera nei centri di Macerata Campania, Portico di Caserta, Casapulla, Curti, Casagiove e San Prisco.

 

A VOLTE RITORNANO…NELLA VALLE

Nel comprensorio di San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico ed Arienzo è riemersa l’operatività della famiglia MASSARO, come è stato evidenziato con l’operazione condotta, ad aprile, dai Carabinieri di Maddaloni e di Orvieto (PG), collaborati dalla Guardia di Finanza di Benevento. Le indagini hanno svelato le attività illecite di un nuovo gruppo criminale che, in contiguità con il clan MASSARO, temporaneamente indebolito, estorceva denaro a imprenditori e commercianti sul territorio casertano tra San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico, mantenendo legami criminali con il clan beneventano PAGNOZZI.

 

MUTAMENTI IN ATTO A MADDALONI

anche l’operatività della famiglia MARCIANO, storicamente vicina al clan BELFORTE, che sul territorio ha realizzato – come evidenziato nell’ambito dell’operazione “Golden Game”della Guardia di Finanza di Marcianise
– un’ingegnosa e fruttuosa attività estorsiva, imponendo le slot machine ad oltre un terzo dei bar e locali commerciali del territorio comunale. Dalle indagini è emerso, peraltro, il reinvestimento dei proventi derivanti dai
traffici di droga e dall’usura proprio nel fruttuoso mercato delle new slot, nel tentativo di monopolizzare in tal
modo il settore del gioco sul territorio.

 

LA NUOVA MAPPA DEI CLAN NEL CASERTANO

camorra mappa clan dei casalesi
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.