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Minacce al primo cittadino dopo l’ultimo rogo. Velardi: "L’incendio è doloso. L’hanno appiccato"

05 / 08 / 2017

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Redazione

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A Marcianise l’aria è a ancora impregnata di tragedia. Durante la notte, infatti, l’odore acre sprigionato dal vasto incendio che ieri ha ridotto in fiamme un deposito di automezzi e un’area piena di rifiuti pericolosi tra Marcianise e Maddaloni, si è irradiato verso il centro abitato. Le ultime squadre di vigili del fuco hanno lasciato il luogo intorno alle 4.00, dopo aver domato gli ultimi focolai. L’ingente quantità di schiuma impiegata dai caschi rossi non ha comunque fermato i miasmi intensi, che hanno seguitato a fuoriuscire per tutta la notte.
Secondo i primi accertamenti del personale tecnico, non si tratterebbe di un rogo accidentale. Sono state infatti rilevate tracce che ricondurrebbero a una matrice dolosa dell’incendio. A sostenerlo con forza è anche il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi: «Forte, fortissima è arrivata nella notte la puzza di bruciato e ha attaccato le nostre gole, i nostri polmoni. Mi spiace maledettamente per questo disastro, causato dolosamente dall'uomo. Non ci fermeranno, questo è certo». Il primo cittadino, attraverso la sua pagina social, ha fatto sapere inoltre di essere stato minacciato: «Sorvolo sulle intimidazioni che ho ricevuto nel pomeriggio quando mi sono recato sul luogo della tragedia, preannunciando la mia doverosa linea dura. E sorvolo sulle minacce che mi arrivano via Facebook: non mi spaventano!».
In seguito ai primi rilievi effettuati dall’Asl, lo stesso Velardi ha inoltre firmato un’ordinanza di evacuazione nei confronti dei residenti nell’area interessata dall’incendio, con l’obiettivo di «tutelare la salute delle persone, messa gravemente a rischio». Un provvedimento che non ha trovato esecuzione, poiché gli stessi residenti non hanno voluto lasciare le loro case.
Proseguono intanto le indagini, che in questo momento, stanno battendo la pista dolosa. Gli agenti della polizia Municipale sono alla ricerca di un cittadino albanese che risulta residente in Marcianise e proprietario dell’area divorata dalle fiamme.
È attesa sul posto una squadra speciale dei Vigili del Fuoco, in questi minuti, oltre agli ispettori dell’Arpac per l’ennesima stima dei danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. L’ultima relazione dei tecnici Arpac, a seguito dell’incendio dello scorso 17 luglio nell’area dell’opificio ex Saffa, sempre a Marcianise, aveva rilevato tra i materiali bruciati, la presenza di pneumatici, plastica e scarti di costruzione.

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