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La camorra dietro l'esclusione di Pantani dal Giro. Un'intercettazione porta in Campania

25 / 09 / 2015

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Redazione

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Ci potrebbe essere una svolta clamoroso che porta fino in Campania per la clamorosa esclusione di Marco Pantani dal Giro d'Italia del 1999 che il campione italiano stava dominando prima del controllo a sorpresa e la 'cacciata' per un valore di ematocrito (51,9) oltre la soglia consentita (50). Dopo le dichiarazioni di Renato Vallanzasca, nelle quali il boss parlava di un camorrista che gli aveva suggerito di puntare contro gli avversari di Pantani, adesso ci sarebbe anche un'intercettazione che confermerebbe questa tesi. Un'esclusione studiata a tavolino dalla camorra per evitare di pagare scommesse clandestine miliardarie sul ciclista romagnolo vincente. Questo è almeno quello che sostiene il camorrista tenuto in Campania sotto osservazione per altre indagini.

IL RACCONTO DI VALLANZASCA. Il caso Pantani è stato raccontato dall'ex boss anche nella sua biografia: "Un membro di un clan camorristico, mio vicino di cella, mi consigliò fin dalle prime tappe di puntare tutti i soldi che avevo sulla vittoria dei rivali di Pantani. Alle mie obiezioni sulla forza dimostrata in salita dal Pirata, rispondeva: "Non so come, ma il pelatino non arriva a Milano. Fidati. Se vuoi ti presto io i soldi, se perdi non mi devi nulla. Perché lo faccio? Sei Vallanzasca...". Non puntai neppure 100 lire, ma la mattina di Campiglio quel detenuto venne da me tutto soddisfatto. "Che ti avevo detto? Pantani è stato squalificato, dovevi darmi retta". Rimasi di stucco". Vallanzasca fu ascoltato subito dopo dal pm Giardina che coordinava la prima inchiesta su Campiglio, ma senza ricevere indicazioni: "Nomi non ne faccio, quelli mi ammazzano", la risposta del bel René. E la pista finì in un vicolo cieco.

L'INTERCETTAZIONE. Il racconto di Vallanzasca ha aperto una nuova indagine sull'esclusione di Marco Pantani, che ha portato gli inquirenti ad ascoltare anche i detenuti che erano stati vicini di cella del boss. Tutti negarono, ma uno di loro, finito sotto intercettazione per un'altra indagine, ha 'confessato' tutto senza saperlo. "Certo che la storia di Vallanzasca è vera, pensavo fosse un uomo d'onore e invece è un pezzo di mer... Parlare con i carabinieri...". Ecco la confessione che adesso da Napoli è passata alla Procura di Forlì che intanto sta continuando ad indagare e che adesso potrà avere un altro elemento sul quale basarsi.

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