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ADDIO MAURO FELICORI | Il direttore saluta la Reggia di Caserta

31 / 10 / 2018

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Redazione

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In quattro anni sono diventati tre per il pensionamento obbligatorio da parte del Comune di Bologna dov'era dirigente. Nominato nel 2014 dall’allora ministro Dario Franceschini direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori oggi 31 ottobre lascia il museo con in cassa almeno 2 milioni di euro da poter spendere e al suo attivo oltre 900mila visitatori entro la fine del 2018, dai poco più di 400mila del 2014.

Naturalmente un altro anno come previsto dalla riforma sarebbe stato utile per portare avanti il lavoro avviato?
Sì certo, ora non abbiamo il nuovo direttore né un direttore ad interim, quindi non c'è più tempo per il passaggio di consegne. Oggi lascio, così si rischia di perdere tre anni di esperienza nei quali sono cambiate tante cose.

Quali?
Rendere la Reggia desiderabile da parte di un pubblico sempre più ampio, tanto da raddoppiare gli ingressi, e da parte delle aziende. Oltre a recuperare spazi (la cavallerizza affidandolo al Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, la Vigna di San Ferdinando di 1,5 ettari assegnata alla Tenuta Fontana), rendere accessibile gran parte del giardino (fatto gara per scuola di vela e canoa nella Peschiera, purtroppo andata deserta), abbiamo attuato una campagna di marketing e comunicazione che ha posto la Reggia al centro di un territorio di interesse culturale e turistico più ampio. Il lavoro è stato fatto in armonia con i diversi sindaci. E le potenzialità di far diventare la Reggia il centro dei siti borbonici includendo anche Carditello è possibile. Credo che i musei autonomi debbano svolgere questa funzione di aggregatori sul territorio, soprattutto i musei archeologici e, viceversa, bisogna rendere autonomi un maggior numero di siti come per esempio il Palazzo Reale di Napoli, la Certosa di San Martino quella di Padula, per liberare risorse.
Cosa non sei riuscito a fare?
Un ostello nel convento dei Passionisti, un corso di restauro dentro la casa del giardiniere con l'Accademia Belle Arti di Napoli, e avrei voluto restaurare le serre per promuovere un'attività vivaistica. Non sono riuscito a ottenere la promozione e il collegamento ferroviario per aumentare i treni da Roma per Caserta da Trenitalia né rendere possibile un più facile e veloce collegamento di Napoli con la Reggia, oggi troppo lento.
Con il personale luci e ombre?
Nonostante il sito sia sottorganico, a molti ho restituito l'orgoglio di appartenere alla Reggia, la divisa ha avuto il suo ruolo, di altri si è scritto sui giornali. In ogni caso la mobilità è difficile, tra ministeri e istituzione non c'è e i trasferimenti d'ufficio non si applicano. 

Chi immagini potrà essere il tuo successore?
Ci vorrebbe un ingegnere, sarebbe la prima volta per un museo statale, per le tante attività da svolgere nel prossimo futuro, descritte in una mia lettera al ministro Bonisoli: il rifacimento dell’impiantistica elettrica, idraulica e digitale; la revisione paesaggistica della buffer zone; il catalogo/inventario digitale; la gestione automatica del personale; le concessione dei servizi; la gestione digitale della sicurezza; gli appalti pluriennali di manutenzione, la gestione dell'acquedotto, delle acque delle fontane e delle fognature, solo per citare i più urgenti A Natale si chiuderà la gara del secondo cantiere da 14 milioni per completare il restauro delle facciate e del tetto, restaureremo anche le serre del giardino inglese, alcune fontane e poi due stanze di Murat. Poi restano altri 52 milioni assegnati dal Mibac per la ristrutturazione degli interni.
E i conti come si chiudono?
Le spese straordinarie (14+53 milioni) e il personale (9 milioni) sono costi a carico del Mibac, il resto delle spese sono nostre a fronte di un raddoppio degli incassi lordi: da biglietteria saliti a 5.162.263 nel 2017 da 2.289.572 euro del 2014 e da servizi aggiuntivi passati da 507.611 del 2014 a 1.116.648 nel 2017. Abbiamo incassato e cerchiamo di spendere, ma non è semplice con i bandi, tutto è stato messo in manutenzione e restauro, ma abbiamo ancora residui, circa 2 milioni che lascio in eredità così come il milione di visitatori che si raggiungeranno il prossimo anno, come promesso al momento dell'incarico. Ne beneficerà il suo successore. (di )

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