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Diciannove medici casertani rischiano il processo per peculato

13 / 05 / 2016

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Redazione

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Diciannove medici tornano davanti al giudice per le udienze preliminari per rispondere dell'accusa di peculato. A rischio processo ci sono Antimo Cappello, Luigi Bergamin, Luigi Bifulco, Carlo Capuano, Angelantonio Caso, Fabio Cecconi, Agostino Cirillo, Anna Cristillo, Luigi De Risi, Francesco Della Corte, Giovanni Di Tommaso, Fabrizio Ferraiolo, Giovanni Italiano, Alfonso Marra, Giuseppe Mastrobuono, Guido Pane, Antonino Puorto, Michela Quarantiello, Ignazio Scaravilli. L’inchiesta che ha scosso gli ambienti sanitari dell’intera provincia di Caserta parte nel 2009 quando le fiamme gialle perquisirono gli studi e le abitazioni di trentaquattro medici.  Professionisti che, in gran parte, lavorano fra gli ospedali di Caserta, Piedimonte Matese e Teano, prestando, inoltre, attività professionale in forma privata. Quindi, medici che hanno deciso di adottare il sistema di “intramoenia”. Un protocollo secondo cui il medico ospedaliero che decide di lavorare anche presso studi privati dovrebbe versare il 50% del proprio fatturato all’Asl. Il sistema dovrebbe – contemporaneamente – generare parcelle più contenute in favore dei pazienti e maggiori entrate nelle casse delle azienda sanitarie. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati non avrebbero versato le quote dovute all’Asl. I medici erano già stati rinviati a giudizio, ma durante la prima udienza dibattimentale gli avvocati difensori sollevarono dubbi sulla scarsa precisione del capo di imputazione. Un dubbio che fu accolto dal giudice il quale ha rimesso gli al giudice per l’udienza preliminare. 

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