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Escalation criminale e caporalato, Zannini chiede aiuto al prefetto e al questore

14 / 06 / 2016

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Valentina Martinisi

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Il consigliere regionale Giovanni Zannini ha scritto al prefetto, al questore di Caserta, oltre che al Comando provinciale dei carabinieri e della guardia di finanza, per portare all’attenzione delle istituzioni gli atti di violenza che si stanno verificando in questi giorni a Mondragone e che hanno portato a una turbativa dell’ordine pubblico. Il consigliere regionale ha chiesto una convocazione urgente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica e oggi pomeriggio è stato ricevuto in Prefettura a Caserta per discutere di quanto sta accadendo a Mondragone. “Giusto un anno fa, con precisione il 6 giugno 2015 - scrive Zannini - denunciavo personalmente l’ennesima ripetizione di fenomeni di intollerabile violenza consumatisi nei pressi dei Palazzi Cirio di Mondragone (in prossimità del centralissimo viale Margherita) chiedendo la convocazione (già allora) di un tavolo operativo tra forze dell’ordine, Prefettura e Comune di Mondragone mosso dalla necessità di prendere atto che quello della presenza incontrollata di stranieri irregolari nel Comune di Mondragone era già allora divenuto un fenomeno (anche a causa di una oggettiva sottovalutazione dello stesso) di rilevanza tale da rappresentare un imminente e grave pericolo per l’ordine pubblico. Purtroppo sono rimasto inascoltato! Da allora ad oggi la presenza sempre più massiccia di irregolari sul nostro territorio sembra aumentata a dismisura e i controlli predisposti (anche se ritualmente effettuati da parte della polizia municipale) appaiono ormai insufficienti a contrastare un fenomeno che sottende (dietro la presenza di stranieri irregolari) forme di delinquenza che rasentano, ormai, i crismi tipici delle associazioni per delinquere. Le risse ormai ripetute, di cui danno notizia gli organi di stampa, sono indicative di una vera e propria guerra tra bande che la regola di esperienza ci insegna essere causata per l’affermazione del predominio sulle attività illecite del territorio. Ma vi è di più. Il fenomeno risulta essere stato sottovalutato anche perché nessuna misura strategica è stata posta in essere per contrastare una delle tipiche cause di questa massiccia presenza di stranieri irregolari: mi riferisco al caporalato. Chi vive a Mondragone sa bene di cosa parlo. Proprietari di abitazioni conniventi, sicuramente. Ma c’è anche ben altro. Un vero e proprio mercato illegale di manodopera sottopagata. Oserei dire, una schiavizzazione della manodopera 2.0 impiegata (per soddisfare l’illecito interesse dei caporali) nei campi di Comuni distanti e diversi da quello di Mondragone. A fronte delle suindicate emergenze, e per contrastare la gravissima escalation criminale (risse, rappresaglie, assembramenti di soggetti irregolari mai controllati né censiti) per restituire il viale Margherita e il parco giochi della chiesa di San Rufino (che ci si è costretti a proteggere da una recinzione degna di un carcere di massima sicurezza) per restituire decoro e pulizia ad una zona centralissima della nostra necessità, occorre, da parte delle istituzioni tutte, di smetterla di sottovalutare il problema (e continuare a tirare a campare) e riconoscere, piuttosto, l’esistenza di un attuale pericolo di ordine pubblico da fronteggiare mettendo in campo tutti gli strumenti possibili previsti dalla legge. Per le suesposte ragioni chiedo di voler convocare con urgenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Pubblica Sicurezza (composto da il prefetto, dal sindaco del Comune di Mondragone, comandante provinciale dei Carabinieri, dal questore e dal comandante della guardia di finanza) al fine di acquisire tutte le informazioni necessarie a riscontrare quanto emerso sugli organi di stampa ed adottare ogni utile determinazione ed azione operativa capace di porre fine al denunciato fenomeno di illegalità. All’uopo si suggerisce di acquisire informazioni non solo dalle forze dell’ordine competenti per territorio (che sapranno certamente censire la denunciata reiterazione di risse ed, in genere, dei fenomeni di illegalità provenienti da stranieri irregolari) ma anche e soprattutto dai residenti e dagli operatori commerciali presenti in prossimità dei palazzi Cirio, diretti testimoni del fenomeno (la maggior parte delle volte in loro diretto danno oltre che della comunità tutta)”.   

 

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