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A Mondragone la tariffa per la mensa più bassa d'Italia. Pagliaro: "Schiappa Robin Hood al contrario"

05 / 11 / 2016

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Redazione

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Sono i Comuni a fissare annualmente le tariffe per i cosiddetti servizi a domanda individuale. E tra questi servizi rientra quello relativo alla mensa scolastica. Il servizio di refezione scolastica è stato di recente oggetto di un’approfondita ricerca a livello nazionale condotta da Cittadinanzattiva. Da tale indagine, che fa riferimento soprattutto alla qualità del servizio, si evince che la media nazionale del costo annuo a carico dell’utente è di circa 700 euro. In Calabria, la regione nella quale il costo è più basso, ci si ferma a 500 euro all’anno. Ma l’analisi di Cittadinanzattiva non ha considerato il Comune di Mondragone, ove il costo annuo della tariffa per la refezione scolastica è di poco superiore ai 200 euro. La più bassa d’Italia. “Il costo del ticket per il servizio di refezione scolastica è, infatti, di  appena euro 1,30 a pasto - spiega in una nota l’associazione Mondragone Bene Comune -. Una tariffa “sociale” che non sappiamo quanto possa essere compatibile con un bilancio scassato ed in dissesto come quello del Comune di Mondragone. Peccato però che il ticket di euro 1,30 sia indiscriminatamente dovuto da tutti, al di là del reddito. Il Comune di Mondragone, a differenza di tutti gli altri Enti locali d’Italia, non ha previsto che in un apposito regolamento la tariffa fosse direttamente agganciata all’ISEE, ovvero che si paghi in base al reddito, anche ipotizzando eventuali condizioni che danno diritto all’esenzione”. “Da qualche giorno stiamo ricevendo- ha dichiarato Gianni Pagliaro, portavoce di Mondragone Bene Comune - numerose segnalazioni relative a famiglie, a cittadini che hanno difficoltà ad assicurare il pagamento della tariffa e, di conseguenza, a garantire il servizio di refezione scolastica per i propri figli. La scelta fatta dall’Amministrazione Schiappa di non stabilire il costo della tariffa in base alla condizione reddituale delle famiglie è una scelta sbagliata, che connota di per sé la cultura politica di questa esperienza amministrativa. Siamo di fronte ad un Robin Hood al contrario, che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Non siamo una città dove si naviga nell’oro e la crisi investe tutti i settori e tutte le professioni, ma non tutti i cittadini e non tutte le famiglie hanno la medesima condizione socio-economica. Sensibilità politica avrebbe voluto che tale tariffa, che riguarda un servizio direttamente legato ai minori, fosse agganciata alla ricchezza e non determinata in modo uniforme. In tal modo, ha concluso Gianni Pagliaro, è chi ha di più che gode di un beneficio e non certamente chi ha poco o nulla. Anche su questo come su tutto il resto non possiamo che sperare in un cambio di passo nel prossimo futuro”.

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