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Monti, siamo più forti. Berlino crede in svolta 2013. Roma sintonia con Schaeuble

13 / 06 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Chi si aspettava almeno qualche divergenza e' certamente rimasto deluso. Mario Monti e Wolfgang Schaeuble, almeno in pubblico, mostrano piena sintonia. Evidentemente il presidente del Consiglio si e' 'arreso' all'idea che la Germania pone come condizione agli Eurobond progressi sul fronte dell'unione politica europea. Possibile pero' che in cambio abbia ottenuto cio' che chiede da tempo, ovvero che il tema della mutualizzazione del debito pubblico resti per lo meno sul tavolo. Dopo aver rimarcato alla Camera la necessita' che ora ci si attivi sul fronte della crescita e rassicurato i parlamentari che l'Italia si e' rafforzata in questi mesi, il presidente del Consiglio vola a Berlino per ricevere il Responsibile Leadership Award. Prima, pero', si dedica ad un faccia a faccia con Schaeuble sul quale viene calato un riserbo assoluto. Che l'incontro sia stato cordiale pero' sembrano dimostrarlo i pubblici elogi che i due si scambiano di fronte alla platea di studenti e giornalisti. Schaeuble loda l'intelligenza e il garbo del professore italiano anche quando parla con ''durezza''. Sottolinea che e' ''l'uomo giusto al momento giusto'' e rimarca i ''notevoli progressi'' fatti dall'Italia negli ultimi sei mesi. Si spinge a dire di essere d'accordo con lui e con la ricetta dell'Fmi che chiede politiche maggiormente attente alla crescita ed assicura che la ripresa ci sara' nel 2013. Ma soprattutto afferma che Eurolandia ha bisogno di una ''Italia forte'' perche' rappresenta un ''pilastro dell'unione monetaria''. Detto cio' Schaeuble ribadisce la posizione tedesca: niente mutualizzazione del debito senza progressi nell'integrazione politica europea. Quando Monti prende la parola ricambia i complimenti definendo ''l'amico'' tedesco ''il migliore esempio di leadership europea''. Nel ripercorrere le riforme fatte dall'Italia e nel ribadire di aver preso decisioni nell'esclusivo interesse collettivo ed in particolare delle generazioni future e' lo stesso premier che rivela un dettaglio della bilaterale con Schaeuble: dice di aver parlato con lui della riforma del lavoro e lo rassicura sull'impatto che questa avra' per le imprese grazie alla possibilita' di una maggiore liberta' di licenziamenti individuali ''senza passare per il giudice, ad eccezione dei casi di discriminazione'', il tutto per rendere piu' flessibile un mercato ''eccessivamente protetto'' per gli attuali lavoratori e ''impenetrabile'' per i giovani. Monti parla della necessita' di una collaborazione tra i Paesi europei, ed in particolare tra Italia e Germania, non solo politica ma anche ''psicologica'', perche' serve una ''franca e mutua comprensione'' come quella che - sottolinea - ''sono onorato di avere con il cancelliere tedesco e il ministro federale delle Finanze''. Solo cosi' si potra' raggiungere un'intesa nei prossimi difficili appuntamenti: ''sono molto d'accordo con il ministro delle Finanze - rimarca Monti - sulla nostra imminente sfida al livello europeo. Dobbiamo lavorare affinche' passi una spiegazione pedagogica ancor prima che una decisione pratica sulla necessita' che la disciplina di bilancio e la crescita procedano di pari passo''. Parole che sembrano confermare l'intenzione di convincere la Germania anziche' porla di fronte a degli aut-aut. In questo contesto rientra anche la smentita di Monti alle indiscrezioni su una telefonata con Angela Merkel in cui la Cancelliera tedesca avrebbe ribadito una serie di ''no'' al premier italiano. E sempre in questa ottica vanno lette le bacchettate dell'Eliseo nei confronti del ministro austriaco delle Finanze Maria Fekter sull'ipotesi che l'Italia abbia bisogno di aiutieuropei. Un modo per abbassare la tensione in vista del G20 di Los Cabos e soprattutto della quadrilaterale di Roma tra Italia, Germania, Francia e Spagna che precedera' il vertice Ue di fine Giugno. Monti da quel vertice ha detto chiaramente di ritenere indispensabile un ''efficacie pacchetto per la crescita'' che rassicuri mercati e agenzie di rating e consenta di ridurre lo spread. Allo stesso tempo vuole che il dibattito sugliEurobond non finisca in un cassetto e che si facciano progressi sul fronte degli strumenti a salvaguardia delle banche. Ma evidentemente ritiene che tutto cio' passi per una intensa azione diplomatica e non per l'isolamento di Berlino che rischierebbe solo di far naufragare i suoi tentativi.
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