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Mozzarella dop, un nuovo sistema di tracciabilità per stanare i furbetti. Approvata la delibera della Nugnes

06 / 08 / 2013

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Redazione

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Un nuovo sistema di tracciabilità della filiera per proteggere il patrimonio bufalino campano ed una delle eccellenze della nostra terra apprezzata in tutto il mondo: la mozzarella di bufala campana dop. La Giunta regionale della Campania ha già approvato la delibera apposita proposta dall'assessore all'Agricoltura Daniela Nugnes, dando il via anche al progetto per sviluppare metodi di analisi innovativi: creare un Dna barcoding del bufalo, un codice a barre genetico attraverso campioni di pelo, sangue e cagliata che consentirà di identificare le razze e depositare le relative informazioni genetiche per individuare eventuali presenze di latte non prodotto nell'area dop. Per l’assessore Nugnes «la tracciabilità è necessaria per evitare che la presenza del furbetto di turno», evidenziando però che «l'unica pecca per un sistema che potrebbe sembrare perfetto, è la non obbligatorietà». Non si possono cioè obbligare gli imprenditori del settore a dotarsi del sistema di tracciabilità e questo perché «non è competenza della Regione che non può intervenire con una legge». La ricerca sarà portata avanti dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Il commissario dell'istituto, Antonio Limone, ha spiegato che «è stato predisposto un gruppo di lavoro che è già all'opera e noi speriamo risultati dei ricercatori arrivino il prima possibile». Ed è proprio la questione dei tempi a preoccupare Salvatore Bellopede, presidente provinciale di Confartigianato Imprese Caserta e presidente nazionale Caseari di Confartigianato: «Ben vengano proposte e azioni concrete che tendano a salvaguardare il comparto della mozzarella di bufala dop, troppo spesso vittima di attacchi mediatici sproporzionati. Ciò che mi preoccupa – prosegue Bellopede – sono i tempi di realizzazione e di messa a regime di questo sistema. Non vorrei che mentre i medici studiano, il malato muore. I problemi del comparto della mozzarella di bufala campana dop – conclude – sono evidenti e vanno risolti nell’immediato, anche rivedendo e riattualizzando i contenuti della Legge regionale 3/2005, ancora boccheggiante per mancanza di fondi, rendendola aderente alla realtà in modo da essere subito applicabile».
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