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Nasconde 300 chili di sigarette di contrabbando nel box auto, arrestato dalla finanza

24 / 05 / 2014

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Redazione

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Prosegue senza sosta il piano coordinato di controllo economico del territorio, caratterizzato da azioni mirate e sistematiche condotte contemporaneamente dai Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta per il contrasto del traffico e della minuta vendita di  sigarette di contrabbando. In tale contesto, i Finanzieri del Gruppo di Aversa hanno sequestrato oltre 300 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri ed hanno assicurato il responsabile alla giustizia, assestando così un duro colpo a questo business illegale che ormai sta assumendo proporzioni allarmanti. A distanza di pochi giorni dall’arresto di V.C., 31enne di Casoria condannato per direttissima dal Tribunale di Napoli Nord ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per traffico illecito di sigarette, è toccata la stessa sorte al padre, R.C., di 53 anni, colto in flagranza di reato mentre trasportava “bionde” di contrabbando con la propria autovettura per rifornire rivenditori abusivi delle zone a cavallo tra le province di Caserta e Napoli. Una pattuglia delle Fiamme Gialle ha bloccato una Hyundai Jazz che proveniva da Casoria e si dirigeva verso l’asse mediano in direzione dei comuni casertani. Il successivo controllo consentiva di rinvenire nel bagagliaio del mezzo 30 Kg di sigarette di contrabbando di marche identiche a quelle rinvenute pochi giorni prima e di accertare che il conducente era in realtà il genitore di V.C. Insospettiti da tale circostanza e ritenendo che padre e figlio avessero un deposito da dove attingere per rifornire i vari punti di rivendita, i Finanzieri hanno deciso di effettuare una perquisizione domiciliare, che permetteva di individuare, in un box auto, ulteriori 275 Kg. di sigarette pronte per essere commercializzate. Per l’elevato quantitativo rinvenuto, R.C. è stato tratto in arresto e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Napoli Nord, che ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del processo con rito per direttissima, conclusosi con la misura cautelare dell’obbligo di firma. Anche questa volta, come accade ormai frequentemente nel corso di tali operazioni, le “bionde” sequestrate rientrano tra le “cheap white”, sigarette non ammesse alla vendita all'interno della Ue perché considerate non rispondenti agli standard di sicurezza comunitari e, quindi, estremamente nocive per la salute degli ignari consumatori. Tale tipologia di tabacchi sono sempre più diffusi sulle bancarelle, anche perché in tempi di crisi economica il loro prezzo, che può essere più basso anche di 2-3 euro rispetto ai “pacchetti” tradizionali, sembra incoraggiare il mercato clandestino, che consente elevati guadagni alle organizzazioni criminali dedite al contrabbando. Sono in corso indagini per risalire alle rotte di approvvigionamento di sigarette ed individuare eventuali altri responsabili del contrabbando, fenomeno che, dopo un periodo di forte calo, risulta, negli ultimi anni, essere in sensibile ripresa, sia sotto il profilo della vendita al minuto che dei grandi traffici, specie nei territori dei comuni casertani limitrofi all’area metropolitana di Napoli.
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