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AVERSA | 'Marcatempo' in chiesa per conseguire la prima comunione

29 / 11 / 2018

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Redazione

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Tuo figlio si accinge a frequentare la terza elementare, che bello! Non dimenticare che si deve cominciare con la catechesi in parrocchia. Il sacramento della comunione è sicuramente uno dei sacramenti che si presta di più all’iniziazione Cristiana nell’ambito della religione Cattolica, ancor di più del sacramento del Battesimo.

In questa fase i bambini vengono plasmati secondo la nostra cultura di estrazione Cattolica. Gli vengono trasferiti i valori fondamentali della Chiesa Cattolica, imparano le preghiere, conoscono i Vangeli e le varie prescrizioni per diventare dei bravi Cristiani, oltre a socializzare con altri bambini della stessa età.

Nulla di più bello e genuino per un Cattolico, ma non sempre le cose vanno come dovrebbero.

Ti potresti scontrare con una realtà diversa da quella che immaginavi. Cosa trovi?

Trovi un parroco che al primo incontro di catechesi con i bambini e i propri genitori lancia un sondaggio per alzata di mano e scopre che la maggior parte di loro hanno già provveduto ad iscriversi presso un centro sportivo. Apriti cielo! Questo tipo di attività non è in linea con la catechesi. O fai l’una o fai l’altra.

Immaginate un bambino che ama giocare a calcio ed è messo davanti al dilemma, "scelgo di giocare a calcio o di andare in parrocchia a fare “non so ché”, visto che non sa ancora cosa è la catechesi.

Anche il genitore è combattuto, visto che si deve curare sia il fisico che l’anima. Naturalmente il genitore volenteroso decide di cercare di incastrare entrambe le attività. Un po’ ci si assenta dal campo di calcio per andare in parrocchia e qualche volta ci si assenta dalla parrocchia per andare a giocare a calcio.

L’impegno richiesto in parrocchia non è da poco. Tra volte a settimana, una per la catechesi, un’altra volta all’oratorio e di domenica a messa, a meno degli eventi eccezionali.

Questo impegno pesa tantissimo sulle famiglie in quanto i bambini di oggi sono già sommersi da impegni di ogni genere, con scuola a tempo pieno, compiti per casa, attività sportiva, feste di compleanno, oltre agli imprevisti come febbre e visite mediche. Resta ben poco tempo.

"Voglio comunque fare lo sforzo", un qualunque genitore direbbe. "Impegniamoci e cerchiamo di non mancare in parrocchia".

Alla prima mancanza, il bambino si ritrova nella “Black List” letta dall’altare: "questi sono i bambini che non possono fare la prima comunione perché sono poco assidui", recita il parroco dopo la lettura della lista. "I fedelissimi mi seguono con assiduità e raggiungeranno l’obbiettivo", continua il parroco.

E’ stato architettato un meccanismo macchinoso per controllare le presenze, più efficace di un marcatempo all’ingresso della chiesa. All’incontro del sabato viene consegnato a ciascun bambino un tesserino nominativo. Lo stesso bambino ne deve avere cura nel conservarlo fino al giorno successivo, quando lo dovrà consegnare in chiesa, prima dell’inizio della celebrazione. Successivamente viene fatta la conta dei tesserini e solo quelli che lo hanno consegnato di persona, faranno parte della cerchia dei fedelissimi e possono raggiungere l’obiettivo di comunicarsi per la prima volta, gli altri sono i discriminati perché dedicano poco tempo alla parrocchia.

Lavoro in un’azienda privata e il controllo delle presenze non è così esasperato come quello messo a punto nella parrocchia di San Giovanni Battista, meglio conosciuta come parrocchia di Savignano, per l’adiacenza all’omonima storica piazza di Aversa.

Almeno in azienda ho il diritto alla malattia e il diritto alle ferie. In parrocchia hai diritto di finire nella “Black List” se ti assenti per malattia o per altri motivi. Tutta la comunità parrocchiale viene a conoscenza della tua infedeltà e tu non ne sei a conoscenza, perché eri assente mentre il parroco dall’altare ti nominava leggendo la “Black List”. Sarà violazione della privacy? Chissà!

Il motto potrebbe essere: “Se vuoi conseguire la prima comunione, lascia tutto della tua vita sociale (compiti scolastici, feste di compleanno, passeggiate in bici, gite in montagna, sport, visite ai parenti, corsi formativi, camminate con gli amici, visite mediche) e vieni in parrocchia”.

Che fine può fare un bambino dopo aver conseguito la prima comunione? A voi la risposta. (Giovanni di Grazia)

CHIESA aversa
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