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PROCESSO COSENTINO | La Cassazione ha deciso: ecco la sentenza definitiva

13 / 09 / 2018

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Redazione

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Confermata dalla Cassazione la condanna a 4 anni di reclusione per Nicola Cosentino, ex coordinatore del Pdl in Campania ed ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi. La Suprema Corte ha infatti confermato l’entità della pena stabilita dalla Corte d’Appello di Napoli il 17 ottobre 2017, modificando solo l’estensione dell’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici che è stata sostituita con l’interdizione temporanea per 5 anni.

Cosentino, dopo gli ultimi 4 anni trascorsi tra carcere e domiciliari, è tornato in libertà lo scorso febbraio. Questa condanna si riferisce all’accusa di aver corrotto un agente della polizia penitenziaria in servizio nel carcere napoletano di Secondigliano. In questo modo Cosentino avrebbe ottenuto l’introduzione in carcere di beni come generi alimentari, vestiti e un ipod il cui ingresso non era consentito.

I LEGALI DI COSENTINO - “Prendo atto della sentenza della Corte di Cassazione, ma non la condivido. Ribadisco che nel caso concreto contestato a Nicola Cosentino non c’era assolutamente la corruzione”.

Così l’avvocato Agostino De Caro, legale insieme a Stefano Montone dell’ex sottosegretario all’Economia, commenta la decisione della Suprema Corte di confermare i quattro anni di carcere disposti in primo grado e in appello a carico di Cosentino in relazione alla corruzione di un agente della penitenziaria in servizio al carcere napoletano di Secondigliano.

Dal processo è emerso che l’ex coordinatore campano di Forza Italia, quando era ristretto nell’istituto partenopeo, avrebbe corrotto un agente ottenendo in cambio l’introduzione in carcere di beni come generi alimentari, vestiti e un ipod, il cui ingresso non era consentito. L’ex politico di Casal di Principe, attualmente in libertà, non dovrebbe comunque finire in carcere, in quanto ha già scontato parte delle pena in regime di carcerazione preventiva.

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