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FREDDATO DAL KILLER | Era un fedelissimo di Schiavone jr: rischio faida nel regno dei casalesi. Dai video possibile svolta

20 / 10 / 2018

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Antonio Bruno

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La camorra casalese torna a sparare e lo fa con una potenza di fuoco che ricorda i tempi bui del periodo di Setola. C’è il massimo riserbo sulle indagini che riguardano l’omicidio di Nicola Picone, il 26enne soprannominato “o’ minorenne” ucciso nella notte di venerdì nel parcheggio del distributore Agip di viale Europa, al confine tra Aversa e San Marcellino. I carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno trascorso la giornata di ieri a visionare i filmati prodotti dalle telecamere di videosorveglianza di alcuni negozi della zona, alla ricerca di elementi utili per rintracciare l’autore dell’efferato delitto.

IL MISTERO DELL' IDENTITA' - Dalle prime indagini è emerso anche un particolare importante che ‘svela’ anche il giallo dell’identità della vittima. Il 26enne originario di Teverola, ma residente ad Aversa, è stato trovato privo di vita in una vettura in uso ad un 20enne di Napoli, tanto che in un primo momento si era pensato fosse la vittima. Dai controlli effettuati dai carabinieri è emerso che Picone gestisse un’agenzia di noleggio auto, proprio per questo era alla guida della Fiat al cui interno erano presenti documenti di un’altra persona.

FEDELE A SCHIAVONE - Sono stati anni di lupare silenti, di arresti, condanne, pentimenti anche eccellenti. Quando ieri mattina il corpo senza vita di Nicola Picone, alias ‘o minorenne, è stato trovato crivellato di colpi in macchina in viale Europa ad Aversa, ci sono volute delle ore per dare un nome alla vittima. Tanto che, inizialmente, quello che è circolato è stato il nome di un napoletano incensurato suo coetaneo. Col passare delle ore, l’arrivo della scientifica e, soprattutto, il ricorso al sistema web lase, il delitto ha assunto i contorni dell’agguato di camorra. Perché, a dispetto della giovanissima età, il suo ingresso nel clan è datato, perché risale a quando non aveva ancora 18 anni, di qui il soprannome di «minorenne». Il 26enne era poi legato a doppio filo con Carmine Schiavone, uno dei figli del boss. Di recente Picone avrebbe iniziato a trafficare in droga, dopo le accuse di estorsione già nel 2010. Eccolo il profilo di «‘o minorenne». La sua morte è avvenuta intorno alle due di notte, ma solo dopo le otto qualcuno ha avvisato i carabinieri della presenza del cadavere nella Panda parcheggiata nell’area retrostante il distributore dell’Agip. Nessuno ha sentito gli spari, nessuno ha visto nulla e forse anche le telecamere non serviranno a nulla. Chi ha ucciso Picone conosceva la zona, sapeva come muoversi ma, soprattutto, sapeva dove trovare la vittima o forse gli ha dato un appuntamento. La Panda era parcheggiata in maniera ordinata, segno che il killer ha sparato verso un obiettivo fermo. L’assassino, da una prima ricostruzione, era a piedi. Sei i colpi che hanno raggiunto la vittima; alcuni al torace, quelli letali, altri su un fianco. Altri, ancora a un braccio. Ha provato a ripararsi dalla pioggia di fuoco, ma è stato inutile.

ORA È RISCHIO FAIDA - La sua morte apre scenari preoccupanti. La camorra casalese non spara da anni e, per tradizione, ricorre alla violenza solo per “affari”. Questo, almeno, fatta eccezione per la parentesi stragista di Setola. L’ultimo omicidio di stampo camorristico in zona risale addirittura al 20 aprile del 2010: a cadere sotto i colpi dei killer fu Crescenzo Laiso. Da quel momento, fatta eccezione per raid intimidatori e ferimenti di personaggi di caratura criminale minore, di fatti di sangue in zona non se ne sono verificati.

IL MOVENTE - Tante le ipotesi al vaglio degli investigatori, anche quella che Picone sia stato colpito perché vicino agli Schiavone e quindi per mandare un messaggio al neopentito Nicola. Al vaglio anche una partita di droga non pagata, lo scontro per la spartizione delle zone in uno scenario che varia e subisce scossoni dopo ogni scarcerazione.

Nicola Picone UCCISO aversa clan de casalesi
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