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OMICIDIO PICONE | Possibile svolta nelle indagini: scattano le perquisizioni:

22 / 10 / 2018

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Redazione

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Nelle prossime ore, potrebbero esserci una svolta nelle indagini sull’omicidio di Nicola Picone, il 26enne di Teverola ucciso nella notte tra giovedì e venerdì con 6 colpi di pistola nei pressi di un distributore di carburante in viale Europa ad Aversa. Nelle ultime ore sono scattate infatti delle perquisizioni: massimo riserbo sull’attività degli investigatori, ma a quanto pare le indagini stanno prendendo una strada lontana dall’agro aversano, rendendo di fatto marginale l’ipotesi di un’epurazione interna al clan dei Casalesi o comunque di un segnale lanciata agli Schiavone.

Secondo indiscrezioni investigative, inoltre, sembra essere sempre di più attenzionata un paio di zone del napoletano frequentate da Picone, cioè Torre Annunziata nella parte sud della provincia e Miano a ridosso del capoluogo partenopeo. Si lavora anche sul movente e anche qui c’è qualche novità emersa nelle ultime ore.

In primis si sta indagando  sull’attività lavorativa di Picone il quale, gestiva con il cognato, in via Roma a Teverola, un centro di noleggio auto. Si parla di una condizione debitoria pesante proprio nei confronti di alcuni soggetti della malavita napoletana.

La seconda ipotesi attiene ad una possibile connessione tra l’omicidio e il grande, complesso mondo dello spaccio degli stupefacenti ad Aversa.

La terza: è di carattere privato e riguarderebbe una presunta relazione pericolosa intrattenuta da Picone con una donna di un noto pregiudicato del napoletano.

In tutto questo i carabinieri del reparto territoriale di Aversa non trascurano le altre piste, tutte battute con grande cautela e attenzione, a partire da quella legata ad eventuali attività illecite nell’aversano.

Dalle ultime attività investigative è emersa comunque una certa paura da parte di Picone: si sta vagliando una possibile richiesta d’aiuto che il 26enne avrebbe chiesto ad una famiglia molto potente nel quartiere parteonopeo e, a quanto pare, negato. Forse “o’ minorenne” sapeva di essere nel mirino: probabilmente qualcosa gli era già arrivato all’orecchio. L’indagine, portata avanti dalla Dda di Napoli, va ancora considerata in fase embrionale: al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati e peraltro non è stata effettuata nemmeno l’autopsia. 

Picone, descritto come persona dal carattere molto spavaldo, era stato arrestato con alcuni esponenti del clan Schiavone che operava, secondo le accuse, nella città aversana. Era stato accusato di associazione camorristica, estorsioni e fatture false. Qualche anno fa, il 26enne, era stato poi assolto in primo grado per 416 bis e condannato a sei anni solo per le estorsioni aggravate dall’art 7. Recentemente era stato assolto anche da questa accusa in corte di Appello.

 

Nicola Picone perquisizion
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