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Niente giunta e rottura sul Presidente del Consiglio. Ecco la strategia di De Filippo

25 / 07 / 2017

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Antonio Bruno

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Dopo il teatrino dello streaming, con tanto di insulto in diretta a carico di Razzano (LEGGI QUI), nel corso del quale il sindaco ha continuato a fare sfoggio della sua dialettica politica, continuano febbrili le attività per trovare una quadratura che ancora non è stata raggiunta.

Le voci che si sono rincorse negli ultimi giorni sono quelle di un contatto con la famiglia Sferragatta che si sarebbe resa disponibile al dialogo. Ma questa tesi sembra essersi ridimensionata, visto la frenetica attività di questi ultimi sul fronte anti sindaco. Anzi, considerando che il sindaco pare voglia transitare nell’UDC, queste voci potrebbe essere state messe in giro ad arte per vedere le reazioni degli interessati.

Reazioni che ci sono state, ma negative e furibonde: gli Sferragatta non sono disponibili a trattative occulte.

Anche il consigliere primo eletto, Angelo Campolattano, è stato fatto oggetto di numerose attenzioni.  Ma anche in questo caso il diretto interessato ha manifestato il massimo sdegno per le dicerie che lo vedevano interessato. “Non sono disposto a mettere in gioco la mia immagine” avrebbe confessato ai suoi fedelissimi.

Diciamo che il momento della verità, della prima seduta di consiglio, si avvicina inesorabilmente. In quella occasione se mercato vi è stato, i fatti verranno inevitabilmente alla luce. E anche la tensione sta salendo enormemente, visto che entrambi gli schieramenti pare stiano reclutando dei facinorosi per rendere ancora più incandescente il clima. Infatti ci si aspetta anche una nutrita presenza di forze dell’ordine per tenere a bada gli spiriti più violenti.

Per adesso si registrano solo voci, alcune delle quali vorrebbero il sindaco De Filippo, ormai scacchista consumato,  pronto all’ennesima mossa del cavallo. La mossa sarebbe quella di non presentare la Giunta.

Diciamo pure che non ci sembra proprio un esercizio di grande perizia, visto che i primi ad essere scontenti sarebbero proprio  suoi sostenitori più accaniti. Ma è anche vero che questo rinvio permetterebbe al primo cittadino di prendere tempo ed evitare alcuni grossi ostacoli.

Il primo ostacolo evitato sarebbe quello di non dare a Razzano ed ai consiglieri di opposizione lo spunto per dimettersi. Il quasi sindaco (Razzano) aveva chiesto una giunta tecnica di alto spessore, magari confidando in un rifiuto che avrebbe giustificato la sfiducia. La mancata presentazione della giunta, nelle speranze di De Filippo, disinnescherebbe le armi in mano a Razzano.

Ma è vero anche che il rinvio della presentazione della Giunta permetterebbe al sindaco di prendere tempo per dirimere le tensioni interne. Tensioni legate alle difficoltà ad accontentare tutta una pletora di vassalli in attesa di vedersi confermare le promesse fatte in campagna elettorale.

Primo fra tutti il dilemma della scelta tra Fanco La Spina ed Enrico Pisani. Il primo, come abbondantemente detto in precedenza, già all’opera. Il secondo un poco deluso da questa preferenza, vorrebbe essere il primo dipendente della storia ad entrare nell’amministrazione del comune.

La certezza è l' entrata in giunta di Franco Merola. Poi vi sono le pretese del Consigliere Regionale Luigi Bosco della famiglia Trovato che reclama un posto in giunta per Marilena o Mirko. Quasi non pervenute le speranze di Enzo Lerro che, senza una rappresentanza in consiglio, spera di poter avere la delega per l’Ambito Sociale suo pallino storico.

Però oltre alla mossa del cavallo De Filippo potrebbe anche pensare alla mossa… dell’ariete. Infatti molti si aspettano un suo tentativo di sparigliare le carte in tavola. Questo potrebbe con il gesto di offrire la presidenza del consiglio comunale a qualcuno della coalizione di centrosinistra, nella speranza di far "spaccare" i suoi avversari.

Ma sarebbe veramente un tentativo molto azzardato che lo potrebbe esporre al ridicolo. Del resto l’elezione del presidente viene fatta con la maggioranza dei consiglieri. Pensare di acquisire consenso cedendo una cosa che non è nelle proprie disponibilità, visto che è in minoranza, potrebbe essere anche una mossa astuta.

Ma potrebbe essere anche la conferma di essere disperatamente alla ricerca di qualcuno che gli dia supporto a tutti i costi, ben sapendo di trovarsi esposto alle critiche di chi gli rinfaccerebbe di essere in contraddizione con le tesi affermate fino ad oggi.

Ma sappiamo che in politica tutto è ammesso. Insomma tutto pur di non tornare a casa.

 

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