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Omicidio Di Monaco, ecco le motivazioni della condanna all'ergastolo di Salvatore Busico

24 / 10 / 2014

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Redazione

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Sono state depositate le motivazioni della sentenza contro Salvatore Busico, condannato all’ergastolo lo scorso 11 luglio dalla Prima Sezione Penale della Corte di Assise di Appello di Napoli poiché ritenuto responsabile dell’omicidio del giovane sedicenne sammaritano Enrico Di Monaco. Busico venne poi arrestato dagli agenti della polizia di Santa Maria Capua Vetere il 15 luglio, quando fecero irruzione nella sua casa  e  lo arrestarono portandolo nel carcere della città, dove è  tuttora detenuto.  La sentenza smonta completamente la sentenza di assoluzione di primo grado accogliendo le richieste del Procuratore Generale Francesco Iacone e del difensore di parte civile, l’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo. Ecco i punti salienti della sentenza di condanna della Corte di Assise di Appello di Napoli che inchiodano Salvatore Busico. Primo indizio: l’essere stato il Busico Salvatore, l’ultima persona con cui la vittima è stato visto “in vita” ed è stato vista allontanarsi la notte della sua scomparsa. La sentenza di condanna, in una lunghissima motivazione, di circa cento pagine, evidenzia la credibilità di tutti i testimoni. Secondo indizio: Enrico aveva rapporti illeciti con Salvatore Busico in cambio di denaro, avendo commesso un incendio su suo mandato. Terzo indizio: la vittima stava “estorcendo” del denaro a Busico. Quarto indizio: la morte di Enrico Di Monaco avvenne entro due ore dall’ultimo pasto e poco dopo il momento dell’allontanamento della vittima con l’imputato Salvatore Busico il 25 aprile 2005. Quinto indizio: la telefonata intercorsa tra Busico e B.G. il 18 maggio, alle ore 7.48, e la deposizione di B.G. in relazione al tentativo dell’imputato di nascondere la conoscenza del luogo del delitto. Sesto indizio: la conversazione captata in ambientale tra Busico ed un ignoto l’11 giugno 2005. Settimo indizio: il mendacio del fallimento dell’alibi di Salvatore Busico. Ottavo indizio: l’aver fatto segno all’albanese Mullamenti Nderim di tacere durante la convocazione in Commissariato. Nel merito l’avvocato Crisileo ha dichiarato: “Ho letto la motivazione della sentenza della Prima Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli nel processo contro Salvatore Busico, in cui ho svolto la funzione di difensore della parte civile per Olimpia Di Monaco, madre di Enrico, ucciso nella notte tra il 24 ed il 25 aprile 2005. Con piacere ho constatato che la Corte ha ripercorso, in numerosi passaggi, le tesi in punto di diritto e di fatto da me sostenute sia nell’atto di appello scritto che nella discussione. Ora la giustizia continuerà a fare il suo corso naturale. Aspettiamo l’ultimo gradino, la Cassazione e, una volta superato quest’ultimo scoglio, fino ad allora non fermeremo la macchina che abbiamo messo in moto,  trarremo le nostre conclusioni e considerazioni”.    

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