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Uccide 2 fratelli per il controllo dello spaccio della droga: condannato all'ergastolo

08 / 07 / 2015

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Redazione

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Per ottenere l'egemonia sullo spaccio di droga nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro avrebbe eliminato i fratelli Emanuele e Pasquale Tatone (originari di Casaluce), uccidendoli a colpi di pistola insieme al loro 'autista', Paolo Simone, tra il 27 e il 30 ottobre 2013. Il presunto killer, Antonino Benfante, oggi è stato condannato all'ergastolo con tre anni di isolamento diurno dai giudici della Corte d'assise di Milano, che hanno accolto la richiesta del pm Laura Pedio. Nella scorsa udienza l'uomo, 52 anni, malato di Parkinson, si era proclamato "innocente" rilasciando dichiarazioni spontanee in aula. L'estremo tentativo di difesa, pero', non e' servito per evitare una condanna al massimo della pena. Dopo la lettura della sentenza alcuni parenti delle vittime, presenti in aula, si sono abbracciati, commossi. Ha annunciato invece un ricorso in appello il difensore di Benfante, l'avvocato Corrado Viazzo, che aveva chiesto l'assoluzione. "Presentero' anche un esposto al Csm - ha spiegato - per denunciare gravi irregolarita' in questo processo, in quanto i giudici hanno escluso senza giustificazione l'audizione di alcuni nostri testimoni". L'avvocato Viazzo nei giorni scorsi aveva gia' presentato una richiesta di ricusazione del presidente del collegio, il giudice Guido Piffer, che pero' e' stata respinta dalla Corte d'appello. Benfante, uscito di galera il 23 ottobre 2013, era affidato in prova ai servizi sociali e lavorava in una cooperativa. Quattro giorni dopo la scarcerazione, avrebbe commesso il primo duplice omicidio, forse nel tentativo di punire uno 'sgarro' e ottenere il controllo su quello che gli inquirenti hanno definito un "piccolo spaccio da condominio", eliminando i fratelli Tatone. Un giro ben lontano dall'epopea criminale dello spaccio di eroina a Quarto Oggiaro e della 'mala' di quartiere che in passato aveva visto tra i protagonisti proprio la famiglia originaria di Casaluce. Secondo quanto e' emerso dall'inchiesta - condotta dalla Squadra mobile di Milano e coordinata dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dai pm Daniela Cento e Laura Pedio - il 27 ottobre 2013 Benfante ha ucciso a colpi di pistola Emanuele Tatone e il suo autista, Paolo Simone. Poi, il 30 ottobre, avrebbe ammazzato anche Pasquale Tatone, fratello di Emanuele, freddato all'uscita di una pizzeria dove aveva cenato da solo. Nei giorni successivi ha continuato a recarsi nella cooperativa dove lavorava, come se niente fosse. Benfante è stato però incastrato da tabulati telefonici, intercettazioni, immagini di telecamere e alcune testimonianze, che hanno rotto "l'omerta'" del quartiere.

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