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OMICIDIO CARBONE | Sciolto nell'acidio: il boss confessa, ma non può essere processato

11 / 05 / 2019

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Redazione

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Il boss di Marcianise, Salvatore Belforte ha confessato di aver ucciso Orlando Carbone, perchè ritenuto scomodo e di averlo sciolto nell’acido, ma non potrà essere processato dalla Dda. I fatti sono troppi vecchi per essere di competenza dell’Antimafia. 

L’udienza preliminare era già fissata dinanzi al tribunale di Napoli e alla Direzione Distrettuale Antimafia  ma dovrà essere processato per l’omicidio di Orlando Carbone con il rito ordinario con i giudici competenti territorialmente (quindi Santa Maria Capua Vetere), tenendo conto della legge in vigore all’epoca dei fatti.

“Orlando l’ho ucciso perché un testimone scomodo a soli 20 anni  qualche giorno dopo la strage di San Martino avvenuta a Marcianise l’11 novembre 1986”. Lo ha confessato proprio il boss Belforte. In quegli anni non era stata istituita ancora la Dda  e non erano stati introdotti i reati collegati alla criminalità organizzata cioè le associazioni di tipo mafioso. Il magistrato  Giovanni Falcone contribuì in modo significativo alla costituzione dell’attuale sistema investigativo antimafia prima della sua uccisione.

I resti delle ossa di Orlando Carbone sono stati fatti ritrovare nelle campagne di Marcianise nell’aprile del 2015 proprio da Belforte, a pochi mesi dalla sua collaborazione. Carbone fu ucciso a soli 20 anni insieme a un’altra persona, Giuseppe Tammariello. ‘Pinuccio ò romanò classe 1932, invalido in quanto gli mancava un braccio non è stato trovato nulla. Fu sciolto nell’acido, sotterrato e interrato nel cemento.

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